
Vignetta a cura di Dario Levi
E’ incredibile come certa parte dell’umanità stia facendo della presenza o assenza del Crocifisso nelle aule, una sorta di guerra ideologica; è incredibile come stiano trasformando un simbolo religioso (un simbolo che dovrebbe stimolare a riflessioni pacate e amorevoli, un simbolo di estremo Amore: Gesù crocifisso per AMORE dell’umanità e per riscattarne i peccati) in una mera e mediocre polemica!
Paradossalmente quello che dovrebbe essere il simbolo di un Amore immenso e universale verso gli uomini e tra gli uomini = “vi lascio la pace, vi do la mia pace” (da parte di un Dio infinitamente buono i cui insegnamenti si ergono su pilastri etici di grandissimo valore quali l’amore verso il prossimo, la carità, la fratellanza, il perdono, la tolleranza, il rispetto altrui ) sta invece diventando il simbolo della DISCORDIA!
Trovo questa disputa tra “sostenitori” e “abolitori” davvero poco costruttiva, semplicemente perché spesso non è supportata da valide argomentazioni da ambo le parti.
Il tenore delle discussioni, all’indomani della sentenza della Corte di Strasburgo, mi ha lasciata basita non perché tale sentenza combaciasse o discordasse con la mia personale opinione, ma semplicemente perché accompagnata da toni talvolta sguaiati, inutilmente polemici e irrispettosi verso l’opinione “dell’avversario” ideologico.
Forse ci dovremmo rendere conto che la disputa sul Crocifisso si sta configurando come una sorta di battaglia in cui il feticcio (lo scrivo, sia ben chiaro, senza voler minimamente violare la sacralità del simbolo stesso) non è altro che un mero oggetto da difendere o da disprezzare; è una disputa davvero sciocca, se fatta solamente in questi termini.
Avrei gradito moltissimo, invece, che le discussioni tra le due parti, si fossero celebrate e si celebrassero all’interno di un clima sereno e disteso dove IL RISPETTO DELL’OPINIONE ALTRUI doveva essere (e dovrebbe essere) qualcosa di molto caro ai disputanti.
Avrei gradito moltissimo che, a supporto delle due teorie, vi fossero argomenti fondati, una conoscenza profonda della tematica, una capacità dialogica ed una volontà di discussione pacata sulle problematiche… Ovviamente mi riferisco anche ai toni usati da TUTTO il mondo politico italiano: toni aggressivi, polemici, alle banalità strillate che denotano una grande vuotezza di contenuti e di idee.
Stanno cercando di fare del Crocifisso un vessillo politico da innalzare per… Avere più voti!? Diciamocelo chiaramente!
Stanno cercando di proporci un mondo bipolare all’interno del quale se ti schieri “contro la sentenza della Corte di Strasburgo” sei un bravo cittadino e hai una coscienza civile nobile, se invece sei favorevole alla sentenza non sei dotato di saggi principi e non vieni rispettato per la tua opinione (pensate alle dichiarazioni del Ministro della Difesa La Russa: “Possono morire, ma noi il Crocifisso non lo leveremo!!”); oppure, mi fanno amaramente sorridere le dichiarazioni di chi, non sapendo a cos’altro aggrapparsi, si limita a dire che “il Crocifisso c’è sempre stato nelle aule”… In sostanza fa parte dell’arredamento!
Non si rendono conto che, discutendo e litigando in questi termini e con questi toni, stanno già violando in toto gli insegnamenti cattolici?!
Ma dopotutto non c’è di che stupirsi se si pensa che i nostri politici si dichiarano quasi tutti Cattolici convinti e quasi tutti non hanno la benché minima idea di come si applichino i pilastri morali insegnati da Gesù: basti pensare alle leggi che autorizzano i respingimenti degli immigrati, basti pensare all’odio viscerale che intercorre tra loro stessi espletato dalle solite frasi quotidiane di disprezzo reciproco, basti pensare a quanto siano attaccati alle loro poltrone e ai loro stipendi d’oro, basti pensare a quanto sia corrotto il mondo politico in generale, basti pensare a quanto molti abbiano una moralità inesistente, ecc.

Vignetta a cura di Dario Levi
Qui di seguito riporto i Dieci Comandamenti SECONDO LA SACRA BIBBIA (Esodo 20:2-17); volutamente ho scelto la versione non mnemonica.
Invito ciascuno a meditare, interrogandosi profondamente e onestamente, su quanto chi si permette di politicizzare la questione, in realtà non si trovi proprio nella posizione di poterlo fare (pensiamo, appunto, a quanta immoralità e quanta corruzione è vissuta e vive all’interno del panorama politico); interroghiamo anche noi stessi su quanto violiamo quotidianamente gli insegnamenti di Gesù Cristo.
1) “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.
2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
3) Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
4) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo.
5) Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.
6) Non uccidere.
7) Non commettere adulterio.
8) Non rubare.
9) Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
10) Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo“
Siamo davvero sicuri che sia sufficiente battersi, talvolta aspramente, in nome di un oggetto da appendere o togliere, per essere buoni CRISTIANI?
Siamo davvero sicuri che il DIO CATTOLICO sarebbe orgoglioso di vedere i propri seguaci litigare per un simbolo, dimenticandosi che uno dei Suoi maggiori insegnamenti è stato proprio la tolleranza e il rispetto altrui?
Ricordo che lo stesso Don Milani quando faceva scuola nella parrocchia di Calenzano, metteva nel cassetto il Crocifisso per rispetto delle convinzioni di ciascuno dei suoi studenti.
Siamo davvero sicuri di essere dalla parte della ragione pretendendo la presenza dell’oggetto di culto (imponendolo), senza però imporre l’abolizione delle palesi violazioni dei diritti umani e delle libertà altrui che anche l’Italia compie?
Gesù, non ha forse predicato l’amore e la fratellanza?
E allora perché l’Italia, politica e non, discrimina l’ALTRO?
Perché gli immigrati (fratelli e sorelle secondo la visione cattolica) vengono respinti come rifiuti tossici nel silenzio generale?
Perché i gay, le lesbiche e i transessuali (fratelli e sorelle secondo la visione cattolica) vengono ancora percepiti dalla stragrande maggioranza di cattolici, come persone CHE DEVIANO e che perciò vengono discriminate non solo in Chiesa e dalla Chiesa, ma anche sui posti di lavoro?
Perché, ad esempio, a Piergiorgio Welby furono negati i funerali in Chiesa? Non era forse un fratello anche lui “plasmato a immagine e somiglianza di Dio”?
In questi casi nessuno dei “sostenitori del crocifisso nelle aule” combatte lotte agguerrite? Nessuno si scandalizza? Nessuno sente il dovere etico e morale oltre che civile, di mobilitarsi anche per questi fratelli e sorelle?
Davanti alla Clinica in cui fu ricoverata per tantissimi anni Eluana Englaro, un numero cospicuo di persone (dichiaratamente cattoliche) si riunì per portare simbolicamente pane e acqua a quella povera ragazza (la quale anche se avesse voluto, non avrebbe potuto mangiare autonomamente poiché veniva nutrita artificialmente)… Un gesto non offensivo, certamente.
Ma quanti di noi tutti i giorni compiono lo stesso gesto caritatevole nei confronti di un connazionale, di un “barbone”, di un rumeno, di un africano, di un arabo, ecc.?
Fermo restando che indubbiamente all’interno della Comunità Cattolica esistono persone che si occupano generosamente (spendendo fino all’ultima goccia di energia) di tutti queste persone e di questi “casi”: a loro va tutto il mio rispetto e la mia stima; vi invito però, a riflettere sulla fondatezza o meno di un dibattito “sulla presenza o assenza del Crocifisso nelle aule scolastiche” (anche in virtù del secondo Comandamento): Gesù non dovrebbe vivere nei cuori di ciascuno? Non dovrebbe essere quella la Sua casa? Non sarebbe infine, più coerente battersi per la reale e concreta applicazione dei principi di amore, fratellanza, tolleranza, pace, rispetto e solidarietà verso il PROSSIMO?
Francesca Magno
Verità & Giustizia, sabato 14 Novembre ore 15 su Caffè News TV
Novembre 13, 2009 di Paolo Esposito
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Sabato 14 Novembre, a partire dalle ore 15, ritorna l´appuntamento con Caffè News TV, il rotocalco quindicinale di Caffè News Magazine.
In diretta da Reggio Calabria Francesca Magno e Bianca Misitano condurranno una nuova puntata dal titolo “Verità & Giustizia”.
In particolare tratteremo il caso di Niki Aprile Gatti, deceduto nel carcere di Sollicciano nel 2008, anche attraverso la lettera inviataci della madre, la signora Ornella Gemini.
Saremo in collegamento telefonico con Dario Stefano Dell´Aquila, del comitato direttivo dell´Associazione Antigone che si occupa dei diritti e delle garanzie nel sistema penale.
Con lui faremo il punto sui problemi all´interno dei penitenziari e delle soluzioni auspicate dall´Associazione.
Con ogni probabilità prenderà la parola anche Davide Cerullo, autore di Ali Bruciate, col quale parleremo della sua esperienza in carcere.
Vi aspettiamo, non mancate!
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