Chi ha solo certezze spesso non ha altro e, se queste gli vengono meno, gli viene meno tutto: si sente sconfitto, e non di rado perde la forza di reagire. Se vorrai riuscire, riuscirai. Falliscono solo i velleitari, quelli che s’illudono di andar avanti, di ottenere risultati, tagliare traguardi e coronare sogni senza costanza. Niente ci è dato per niente. Ogni conquista, anche la più piccola, la più insignificante, esige uno sforzo. E’ così, e così dev’essere. Quello che otteniamo, se qualcosa otteniamo, con un colpo di fortuna, in virtù di una protezione o di una raccomandazione, non sarà duraturo se tale non lo renderemo con il nostro quotidiano impegno. Siamo davvero gli arbitri del nostro destino. Gli arbitri, i beneficiari o gli esclusi. Tu, finito il liceo, t’iscriverai all’Università e con la grinta che ti riconosci, e anche con la stravaganza (attento agli eccessi), diventerai un professionista. Da te, e solo da te, dipenderà se buono o grande. Tu punta al massimo, chiedi a te stesso più di quello che a se stessi chiedono gli altri. Gioca le tue carte al meglio, ma non proporti troppi obiettivi. Scegline uno per volta, e non lasciare nulla di intentato per raggiungerlo. “Non si volge chi a stella è fisso” diceva il sommo Leonardo. Non distrarti. Che non significa negarti agli svaghi della tua età, ai passatempi che, se non ti temprano, ti rilassano. Fai la tua vita, la vita di giovane, e non perdere mai la gioia di vivere, neanche nei momenti difficili, in quelli che sembrano togliertene il piacere. Sii risoluto, ma non imperioso; dolce, ma non arrendevole; ironico, ma non sarcastico; ottimista, ma non troppo sognatore; serio, ma non serioso; semplice, ma non sciatto; tollerante, ma non indifferente; buono, ma non buonista. Molti cercheranno di contrastarti, mossi dall’invidia, dalla gelosia o dalla cattiveria, ma tu tira diritto. Non scendere a compromessi e non subire ricatti. Le difficoltà non ti mancheranno, ma non ti verrà meno la forza per affrontarle. Capiterà anche a te, come è capitato a me, di avere la peggio, di ricevere immeritati rimproveri o di subire palesi ingiustizie. Metti quelli e queste nel conto e ribellati alla sorte maligna, memore di quel che diceva il mio maestro Seneca (fallo anche tuo): “La virtù senza le avversità marcisce”. Guardati dagli adulatori che ti lodano non perché ti ammirano e vogliono emularti, ma per solleticare la tua vanità e invischiarti nelle loro fatue e perfide spire. Ama le cose belle: la grande musica, la grande arte, i grandi scrittori e, nei momenti di sconforto, affidati anche alla natura, che ti stupisce con le sue prodigiose metamorfosi e ti turba con i suoi infiniti misteri, ma che mai t’ingannerà o ti tradirà. Non sentirti mai solo, soprattutto quando sei solo, ché le risorse dentro di noi sono inesauribili. Giudica gli altri per quello che sono, non per quello che sembrano. Per quello che fanno, non per quel che hanno o per quello che dicono. Riponi la tua fiducia solo in chi la merita, e fai di tutto per guadagnarti quella di chi stimi.
Roberto Gervaso, giornalista
Roberto Gervaso, è nato a Roma il 9 luglio 1937. Ha studiato in Italia e negli Stati Uniti e si è laureato in Lettere moderne con una tesi su Tommaso Campanella. Si sposa con una ex indossatrice di Palermo, Vittoria, dalla quale ha una figlia, Veronica, giornalista, che attualmente lavora al TG5.Viaggiare per il mondo gli ha permesso di conoscere molti protagonisti del XX secolo tra i quali spiccano i nomi di: George Simenon, Salvator Dalì, Andres Segovia, Arthur Miller, Lauren Bacall, Michail Gorbaciov e David Rockfeller. Vive a Roma ma è sempre in giro in Italia e all’estero per convegni e conferenze, e non appena gli è possibile si rifugia nella sua casa di Spoleto fornita di una ricchissima biblioteca. Quando non viaggia scrive, quando non scrive legge, e quando non legge ama rilassarsi ascoltando musica classica. Goloso, ama la Mortadella e la Nutella in modo morboso.
Confezionate per amici, conoscenti, familiari, e chi più ne ha più ne metta, lettere, cartoline, canzoni, video, immagini. Date sfogo alla vostra fantasia, non importa quanto sia grande il vostro regalo, ma quanto sia bello e originale! Inviate poi i vostri regali ben incartati a caffenews@libero.it entro il 23 Dicembre. Provvederemo noi a pubblicarli tutti tra la sera della vigilia e il giorno di Natale...



































































mi è molto piaciuta.
avrei voluto sentire queste parole quando io avevo diciotto anni!
Io ne custodisco un ritaglio tratto dal Mattino di Napoli di qualche anno fa.
Trovo queste parole meravigliose , le ho lette a mia figlia prima che compisse 18 anni e gliele leggo a maggior ragione oggi, alla fine della scuola superiore, dopo una maturità che l’ha profondamente delusa per la scarsa professionalità dei professori, per i soliti sgambetti e sotterfugi dei compagni, per un voto finale che non è stato il giusto premio al suo impegno serio e costante in 5 anni.
Ho iniziato a leggere Seneca grazie al suggerimento di Roberto Gervaso e non finirò mai di ringraziarlo per questo e per il suo modo di scrivere così carezzevole e salutare per l’anima.
Ricordo ora,
la mattina presto nel 2006 dovevo ascoltare la vostra parola a canale 5
per me è stata guardare oltre la finestra di casa mia
Racconti , storia che mi piaceva ascoltare , chissà se la mia storia lei la vorrà ascoltare !
Da quell’anno è cambiato tutto è stato l’inizio del mio cambiamento guardavo oltre la finestra e vedevo quella donna gemella mia che doveva uscire da quella che era la sua prigione , ma quella prigione era un castello guardando ora la prigione dove son finita
solo un giudice potrà aiutare questa donna che invano grida al mondo questo abuso , questo soppruso.
Forse di me poco resta , non importa ma resterà qualcosa di scritto qua e la qualcuno dovrà farsi un esame di coscienza se di me resta solo lo scritto e chi ha esercitato l’abuso resti impunito a sguazzare
Su pensieri e parole la mia storia in poesia legge !
legge per la difesa dei diritti sulle donne
guarda cosa è sucesso a questa donna che si è infilata la maschera fingendo al mondo che tutto andava bene