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Non un semplice bar, il più delle volte regno della perdizione, ma un luogo in cui ci si può gustare ‘na tazzulella e’ cafè, o del buon the con dei biscotti, od anche un cappuccino. E tra un caffè e un cappuccino poter scegliere un giornale per conoscere gli avvenimenti del giorno, magari seduti a tavolino, trovandosi così a discuterne con i propri vicini, scambiando con loro qualche battuta, quattro chiacchiere. Questa è la filosofia di Caffè News Magazine che ha preso il via il 31 Ottobre 2005 e che si ispira a "Il Caffè", il periodico più importante e prestigioso della cultura illuministica italiana nato a Milano nel 1764 ad opera di Pietro Verri.CHIEF EXECUTIVE BLOGGER
DETTO TRA NOI
E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e al tempo stesso di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. E' una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea - l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi alla mia professione. (Tiziano Terzani) ________________________ Ad un ragazzo che vuol fare questo mestiere direi: fallo proprio se lo ritieni necessario. Si pensi: una volta si diceva la vocazione. È forse un termine che sa un po’ di mistico, di voti per la vita. Fallo proprio se credi che questo sia il tuo lavoro. E allora se è questa la tua aspirazione, non c’è nulla di meglio. L’illusione di mettere una virgola nel grande romanzo che si scrive ogni giorno, con una tua parola. Orgoglio, vanità? Quando abbiamo incominciato noi, l’obbiettivo era diventare una firma. Adesso forse è più importante diventare una faccia, è più facile. Credo che poi sia sempre essenziale possedere una testa. (Enzo Biagi)
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Napoli – Un Cancro da Curare
Novembre 15, 2006 di Paolo Esposito
di Paolo Esposito
la Nuova Camorra Organizzata di Cutolo e
la Nuova Famiglia di Bardellino e soci. Quella però era una guerra che mirava al controllo totale dei vertici di un’organizzazione criminale, la camorra, che aveva una struttura tale da renderla paragonabile alla mafia. Oggi si uccide e si spara comunque, non per scalare i vertici direttivi, ma per contendersi il controllo anche di un quartiere o di settori limitati di traffici illeciti. Nella sola area metropolitana di Napoli esistono oltre sessanta clan. Troppi per riuscire a suddividersi il controllo delle attività illecite senza entrare in urto gli uni con gli altri. Non è facile dire se è più pericolosa un’unica associazione camorristica che esercita il suo controllo su tutto il territorio o la lotta tra clan. In ogni caso la camorra è un cancro sociale da curare, un esercito che ogni giorno vive a carico della società, opera contro la società e interagisce con la società. Quindi il vero problema è quello di contrastare la piovra malavitosa che non deve essere associata alla sola ed eclatante Napoli in quanto la camorra non esiste solo lì. Bisogna intensificare i controlli e le indagini da parte delle forze dell’ordine che devono utilizzare nuove tecniche investigative, il più delle volte risultate inefficienti, in modo da creare un forte sodalizio con
la Magistratura che non deve sempre e solo avvalersi dei collaboratori di giustizia come unico elemento d’accusa. I giudici hanno il dovere di sviluppare appieno la loro professionalità, procedendo ad un migliore e più corretto utilizzo degli strumenti a loro disposizione attraverso processi veloci che assicurano l’applicazione delle pene inflitte agli imputati. Ogni attività da parte di polizia e Magistratura non ha però risultati positivi se non accompagnata da un impegno concreto di rimuovere le cause che portano all’intensificarsi della camorra, attuando interventi di risanamento economico, di lavoro educativo nelle scuole e non solo.
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