Dal mensile Fresco di Stampa di Febbraio
Che aria tira in Comune
Esecutivo sott’accusa
Assunzioni sospette al Comune di Aversa
Paolo Esposito
Dopo una fase di torpore il centrosinistra esce dal letargo. Il consigliere diessino Nino Capone si è occupato di una questione dai tanti punti oscuri. Stiamo parlando di alcune nomine effettuate dall’amministrazione comunale. Capone ha presentato una serie di interrogazioni per accendere i riflettori su modalità e criteri con cui si è proceduto alle nuove assunzioni. In particolare in una prima interrogazione, protocollata lo scorso 30 gennaio e indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale Antonio Farinaro e all’Assessore alle Politiche Sociali Giampaolo dello Vicario, Capone ha chiesto spiegazioni in merito al rinnovo dell’incarico di collaborazione a Giuseppe Gambardella e su quali siano gli obiettivi che deve raggiungere, se sono stati concordati. In precedenza, per ben quattro mesi, Gambardella aveva collaborato con l’Amministrazione ed in particolare con l’Ass. dello Vicario e, in un’altra interrogazione, Capone aveva, tra l’altro, già chiesto spiegazioni su quali fossero stati gli obiettivi che Gambardella doveva raggiungere e se alla fine del suo primo incarico questi erano stati raggiunti, ma senza ricevere alcuna risposta. In una seconda interrogazione a Farinaro e a dello Vicario, protocollata sempre il 30 gennaio, Capone ha ricordato che il 30 settembre 2005 l’Amministrazione di Aversa ha approvato un progetto finanziato dalla Regione Campania denominato “Ascolto e Orientamento”. L’iniziativa prevede una serie di aiuti alle vittime di reato, con particolare riferimento a quelli perpetrati dalla criminalità organizzata ed ai fenomeni di usura ed estorsione. Si richiedevano per l’attuazione del progetto delle figure professionali, quali un avvocato, due psicologi e un assistente sociale. Capone ha richiesto quindi spiegazioni sulle procedure poste in essere per la scelta dei professionisti, da chi è stata nominata e come era composta la commissione esaminatrice, quante domande di partecipazione sono pervenute e chi è il responsabile del progetto. Lo scorso 13 Febbraio, invece, in un’altra interrogazione indirizzata a Farinaro e all’Ass. all’Urbanistica Mario Tozzi, Capone si è interessato dello “Sportello Unico” per l’Edilizia istituito in Comune lo scorso anno. In particolare il consigliere si domanda se è stata data adeguata informazione all’utenza sulla costituzione dello Sportello, se questo Sportello è stato regolarmente costituito e se sono stati conclusi i provvedimenti attuativi necessari ad organizzare il settore. Un’altra questione spinosa infine riguarda il progetto “Casa della Solidarietà per la lotta all’usura e al racket” finanziato dalla Regione con un contributo di circa 30mila euro. “A chiacchiere – incalza Capone – in Comune avevano portano un’azione culturale contro la criminalità organizzata, mentre nei fatti hanno perso le opportunità e le risorse che la Regione ha messo a disposizione”. Difatti la “Casa della solidarietà” si è trasformata nella “Casa del sogno”: la Regione Campania ha revocato il contributo di 30mila euro per il mancato utilizzo dei fondi da parte dell’amministrazione comunale. Pur avendo incassato più di 14mila euro, a titolo di anticipazione, il Comune non ha provveduto ad utilizzarli per l’attuazione dell’importante progetto che avrebbe coinvolto tutte le associazioni di categoria. Da qui la revoca disposta da Palazzo Santa Lucia che, considerata la mancata restituzione spontanea da parte degli enti, ha nominato un Commissario ad Acta che avrebbe dovuto provvedere a spese degli enti locali inadempienti. Ed essendo trascorso il termine di 30 giorni dalla richiesta, la Regione aveva intimato al Comune di restituire la somma dei circa 14mila euro incassati come anticipo e aveva specificato che, in caso di mancata restituzione, avrebbe dato corso al recupero coattivo con conseguente aggravio di spese. La storia dei fondi per la “Casa della solidarietà” finisce appunto con la restituzione alla Regione di quei contributi per un progetto che è rimasto solo sulla carta. Non ci si può che augurare però che col progetto “Ascolto e Orientamento”, messo in piedi proprio allo spirare di quello sulla “Casa della solidarietà”, si realizzi in concreto un’iniziativa che merita.
Il Caso
GeoEco, “tra tavolate e bicchierate fatte in accoglienti ristoranti”
Paolo Esposito
Su Il Mattino di Caserta del giorno 8 ottobre 2005, in un articolo a firma di Antonio Marfuggi, alcuni rappresentanti sindacali avevano parlato di “gestione allegra della GeoEco e di assunzioni clientelari”, puntando l’indice contro inaspettati abbassamenti dei livelli contrattuali di 120 lavoratori, vittime – si leggeva – di una discriminazione orchestrata a favore di persone legate ad un altro sindacato che, per motivi clientelari, erano stati promossi a livelli superiori. In un’intervista di allora Raffaele Merolla, segretario regionale della Fiadel-Cisal, incalzava: “Siamo di fronte a una gestione assolutamente clientelare del consorzio che penalizza alcuni lavoratori declassati al secondo livello”. E Luigi Marigliano segretario provinciale della Cisal-Sindacato Azzurro incalzava: “Quello che accade alla GeoEco è molto grave, ci sono dipendenti di una sigla sindacale che vengono promossi senza alcuna motivazione e altri che continuano a essere penalizzati”. Appena un anno fa circa l’On. Angelo Brancaccio, parlando dell’ex presidente della GeoEco, Vincenzo Peppe, aveva detto che “sia per i pupari politici provinciali che per i numerosi sindaci, tanto di centrodestra quanto di centrosinistra, interessati ad affari, nomine ed assunzioni clientelari, ha rappresentato un’autentica testa di legno di pura facciata”. Brancaccio, in passato, ha più volte denunciato sui giornali locali che, “anziché affrontare alla radice il problema, qualcuno del CdA del consorzio ha pensato bene di inventare qualche furbata per nascondere il grave passivo in cui versava la società. Così in occasione di un’assemblea del CdA si è volutamente coperto, con delle fittizie plusvalenze relative ad immobili del consorzio, l’enorme disavanzo dovuto all’assunzione clientelare di circa 250 interinali prorogati ad oltranza; da numerosi incarichi elargiti ad amici, parenti, comari e segretari particolari”. In qualche caso – aveva dichiarato Brancaccio – sono state assunte intere famiglie, non risparmiando nessun componente nello stato di famiglia. “Per non parlare di assunzioni di fratelli carnali di alcuni consiglieri CdA. Lo scandalo ha raggiunto poi il massimo livello quando, in occasione di una cooptazione all’interno del CdA, un componente, pensando di far parte di un’impresa familiare, si era fatto sostituire dalla moglie”. Ma non finisce qui, aveva continuato Brancaccio: “Era stato pagato uno spot propagandistico per un candidato del centrodestra per 100 mila euro; sono stati incaricati numerosi avvocati, amici dell’ex presidente, che non solo non hanno prodotto nessun risultato in termini di cause vinte ma sono anche costati circa 100 mila euro, eppure nell’organico del consorzio c’era già un avvocato! E’ stato affidato un appalto a stretti parenti e a persone collegate a qualche sindaco con ribassi praticamente nulli”. Non in ultimo Brancaccio aveva voluto ricordare delle notevoli tavolate e bicchierate fatte in accoglienti ristoranti, dei riposini comodi in albergo e così via discorrendo. Luca de Rosa del Pdci di Aversa dichiara inoltre che “la GeoEco era rimasta, sino all’avvento di Pepe, regno incontrastato dei DS, con compartecipazione minoritaria della Margherita. I Consigli di Amministrazione che si sono susseguiti hanno brillato per assoluta incompetenza. Sono serviti solo, probabilmente, a dotare di stipendio un anonimo funzionariato di partito o a pagare tributi elettorali dei sindaci”. Mancano infatti sempre di un qualsiasi progetto industriale credibile. Continua de Rosa nella sua dichiarazione: “Oggi si propone un rinnovato CdA fatto dai sindaci, fondato sulle spartizioni, sulle lottizzazioni, sugli accordi bipartisan. Di politiche industriali manco a parlarne, non c’è alcuna competenza in merito da parte del CdA e la gestione della GeoEco continua ad essere pessima. Rimane l’afasia della politica tutta nell’elaborare politiche industriali di respiro e progresso per l’ambiente ed il territorio. Al centro, e a sinistra, ci si lamenta di essere stati fatti fuori dalla spartizione. Indigna non il contenuto o il metodo, ma l’esclusione in sé”. De Rosa fa notare come questo consorzio tiri avanti più per contratti rinnovati e sia diventato un luogo di clientele con una terribile gestione debitoria. Si sofferma poi in particolar modo sull’iniziativa in città della raccolta differenziata: “Ad Aversa la differenziata è pressoché pari a zero, poiché è limitata ad una percentuale minima della città, nonostante il Comune abbia ricevuto dalla Regione dei finanziamenti ad hoc. E’ vero che il problema dei rifiuti ha valenza regionale, ma se un domani venisse approntato per tutta la Campania un sistema efficiente per farvi fronte il nostro territorio non potrebbe giovarsene, in quanto già di per sé il consorzio GeoEco è malfunzionante”. Ad Aversa non si riesce a raggiungere neanche il 4% della raccolta differenziata e dovremmo essere al di sopra del 35%. “Dal momento che il costo della tassa sui rifiuti è associato alla percentuale di raccolta differenziata – conclude de Rosa – la popolazione è costretta a pagare il 40% al kilo in più rispetto ad altre città. Come dire, pessimo servizio = costo più alto”. Eppure le accuse di malaffare e di illegalità nel CdA del GeoEco sollevate dall’On. Brancaccio sono state chiare, ma necessitano di una risposta quanto meno immediata, non solo dalla politica ma soprattutto dalla Magistratura. A parlare è anche Salvatore di Martino, portavoce di Alleanza Nazionale per Frignano, che ha fatto parte fino al 4 gennaio 2006 del CdA della GeoEco: “Siamo stati destituiti da questo consorzio perché si diceva che noi facessimo assunzioni clientelari, ma io credo di aver assolto al mio dovere sempre nella legalità. E’ stato il nuovo CdA che si è insediato a peggiorare le cose, la gestione fallimentare è stata la loro ed è difficile che riesca a restare in piedi più di qualche altro mese. Ci sono inoltre forti condizionamenti politici, sia da destra che da sinistra. Si parla di accordi bipartisan, ma quale accordi bipartisan! Lì non c’è nulla di bipartisan, è come se ci fosse un partito unico, tutti mossi dagli stessi interessi, non c’è un’opposizione. Se mi dovessero proporre di rientrare nel CdA della GeoEco non lo rifarei, sono troppe le pressioni, non si lavora bene”.
Il Corsivo
“Io voterò chi mi farà quel favore”, la schiettezza di un casertano
Paolo Esposito
“C’è sempre bisogno di qualcuno che interceda per noi. Anche per arrivare a Gesù, di solito, si passa attraverso la sua mamma”. Lo scriveva Enzo Biagi in “Scusate, dimenticavo”. E non gli si può certo dare torto. Sembravano dello stesso parere quei volti noti e meno noti della politica casertana che, seduti poco distanti da noi, percorrevano il nostro stesso tragitto in treno per raggiungere il proprio posto di lavoro a Napoli. Non si può fare a meno di notare che grande interesse verso la politica locale ci sia da parte di tutti, politici e non. Tutti questi affannosi dibattiti in cui, anche non volendo, ci troviamo coinvolti non li ritroviamo, ad esempio, in prossimità di un referendum costituzionale: quello è come se ai casertani non riguardasse e di conseguenza, in quei casi, non si alza quel gran polverone che provocherebbe un ricambio dell’amministrazione comunale. E basta fare un giro qua e là in Provincia o prendere appunto il treno dei pendolari, come abbiamo fatto noi, per rendersene conto. Per rendersi conto di che gran confusione ci sia nella politica locale e in questi casi è meglio mettere subito le cose in chiaro.
Ed è stato ciò che ha fatto uno dei pendolari che partecipava all’accanito dibattito in treno: “Io voterò chi mi farà un favore!”. La risposta all’unisono degli altri improvvisati oratori non poteva che essere: “Fai bene!”. D’altronde perché dargli torto se nella nostra Terra di Lavoro, rispetto ad altre parti d’Italia, le cose funzionano così? Non ci siamo certo meravigliati delle non poche difficoltà che abbiamo trovato a racimolare dichiarazioni dei politici locali sulla questione che abbiamo deciso di affrontare. E alla domanda che abbiamo fatto a un cittadino a caso su “perché i nostri politici non si scambiano mai accuse sulle assunzioni clientelari che fanno?” la risposta che ci siamo sentiti dare è stata “perché abbiamo una classe politica che fa solo i propri interessi e ti contatta solo alla vigilia di ogni elezione”. Si riferiva molto probabilmente alle tante promesse di assunzioni che arrivano inevitabili in prossimità delle elezioni comunali.
Nella Provincia di Caserta quasi sempre e solo in periodo preelettorale si riasfaltano, il più delle volte male, intere città, si tagliano nastri, si tappano buchi nelle strade e così via dicendo. Ci chiediamo se anche questo sia fare Politica e se politica significhi privilegiare la res pubblica sul privato interesse o meno! Una volta un anziano signore, avvicinatosi a un politico, gli chiese il motivo per cui si era candidato visto che non aveva né terre, né figli da sistemare e non si occupava di edilizia. Cosa spinge qui da noi, in generale, un cittadino ad esporsi politicamente? Quanto è alta la posta in gioco? Una cosa è certa, bisognerebbe cominciare a tagliare i ponti tra partiti e assunzioni e tutte le raccomandazioni politiche dovrebbero iniziare ad essere equiparate ad un tentativo di corruzione di un pubblico funzionario. Dubitiamo però che la concezione che si ha della politica qui cambierà!
Confezionate per amici, conoscenti, familiari, e chi più ne ha più ne metta, lettere, cartoline, canzoni, video, immagini. Date sfogo alla vostra fantasia, non importa quanto sia grande il vostro regalo, ma quanto sia bello e originale! Inviate poi i vostri regali ben incartati a caffenews@libero.it entro il 23 Dicembre. Provvederemo noi a pubblicarli tutti tra la sera della vigilia e il giorno di Natale...


































































