Sabato sera…28 aprile…erano circa le ore 23….faccio un pò di zapping…ma mi fermo su rai uno…e guardo un po’ lo show di G. Funari, e noto come suo ospite l’ormai dimenticato Federico Salvatore il noto cantautore napoletano che combatte la propria guerra per la sua citta’ con ironia graffiante e con delicata poesia, alternando momenti commoventi a momenti esilaranti, tutto dosato in modo estremamente equilibrato.Il momento di apice lo raggiunge nella metà degli anni ’90…ma poi…forse agli occhi di qualcuno…con le sue canzoni-denuncia è stato “allontanato” e fatto dimenticare…Mi ha colpito una sua ballata, SE IO FOSSI SAN GENNARO, uscita nel 2002, appunto una canzone-denuncia da cui qualche presentatrice si è dissociata…
Non ci sarebbe tanto da dire bisognerebbe leggerla e pensare…pensare che tutto quello che dice è verità…e bisogna smetterla di nascondersi dietro un dito…
Se io fossi san Gennaro non sarei cosi’ leggero
Con i miei napoletani io m’incazzerei davvero
Come l’oste fa i conti dopo tanto fallimento
Senza troppi complimenti sarei cinico e violento
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Vorrei dire al costruttore del centro direzionale
Che ci puo’ solo pisciare perche’ ha fatto un orinale
Grattacieli di dolore un infarto nella storia
Forse e’ solo un costruttore che ha perduto la memoria
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Nei meandri dei quartieri di madonne e di sirene
Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene
E nei vicoli dei chiostri di pastori e vecchi santi
Le finestre anodizzate sono schiaffi ai monumenti
E’ come sputare in faccia ai D’angio’ agli Aragona
Cancellare via le tracce di una Napoli padrona
E’ lo sforzo di cagare dell’ignobile pappone
Sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone
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E’ percio’ che mi accaloro coi politici nascosti
Perche’ solamente loro sono i veri camorristi
A cui Napoli da sempre ha pagato la tangente
E qualcuno l’ha incassata con il sangue della gente
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E per certi culi grossi il traguardo e’ la poltrona
E per noi poveri fessi basta solo un Maradona
E il miracolo richiesto di quel sangue rosso chiaro
Lo sa solo Gesu’ Cristo che quel sangue e’ sangue amaro
Lo sa il Cristo ch’e’ velato di vergogna e di mistero
Da quel nobile alchimista principe di Sansevero
E con lui lo sa Virgilio il sincero Sannazzaro
Giambattista della Porta che il colpevole e’ il denaro
E nessuno dice basta per il culto della festa
E di Napoli che resta sotto gli occhi del turista
Via i vecchi marciapiedi che hanno raccontato molto
Pietre laviche e lastroni seppelliamoli d’asfalto…
…l’appalto
Ma non posso piu’ accettare l’etichetta provinciale
E una Napoli che ruba in ogni telegiornale
Una Napoli che puzza di ragu’ di malavita
Di spaghetti cocaina e di pizza margherita
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Di una Napoli abusiva paradiso artificiale
Con il sogno ricorrente di fuggire e di emigrare
E di un popolo che a scuola ha creato nuovi corsi
E la cattedra che insegna qual’e’ l’arte di arrangiarsi
Io non posso piu’ accettare l’etichetta di terrone
E il proverbio che ogni figlio e’ nu bello scarrafone
E mi rode che Forcella e’ la kasba del furbone
Che ti scambia con il pacco uno stereo col mattone
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Se io fossi San Gennaro giuro che vomiterei
La mia rabbia dal Vesuvio farei peggio di Pompei
E poiche’ c’ho preso gusto con la scusa del santone
Io ritengo che sia giusto fare pure qualche nome
Chiedere a Pino Daniele che fine ha fatto terra mia
Siamo lazzari felici quanno chiove ‘a pecundria
Napule e’ ‘na carta sporca Napule e’ mille paure
Ma pe’ chhiste viche nire so’ passate ’sti ccriature
Da Pontano a Paisiello Giulio Cesare Cortese
Da Basile a Totonno Petito fino a Benedetto Croce
Da Di Giacomo a Viviani poi Caruso coi Parisi
Da Toto’ ai De Filippo fino a Massimo Troisi
C’e’ passato Genovesi e Leopardi con orgoglio
La romantica Matilde e il mattino di Scarfoglio
Filangieri Cardarelli tutto l’oro di Marotta
C’e’ passata la madonna che ora vedi a Piedigrotta
Un Luciano De Crescenzo Bellavista di Milano
E Sofia che da Pozzuoli oggi parla americano
Un Roberto De Simone che le ha preso pure il cuore
Ora cerca di sfruttarala Federico Salvatore
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Ma non posso tollerare chi si arroga poi il diritto
Di cambiare e trasformare tutto cio’ che e’ stato fatto
Di chi vuol tagliar la corda con la vecchia tradizione
Di chi ha messo nella merda la cultura e la canzone
Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia
Porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia
E che il critico ha concesso al neomelodico l’evento
Di buttare in fondo al cesso Napoli del novecento
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Perche’ ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro
Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro
Come quello di Berlino che ci spacca in due meta’
Uno e’ figlio ‘e bucchino l’altro e’ figlio ‘e papa’
Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei
Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei
Per gridare alla mia gente tutto cio’ che mi fa male
E finire da innocente pure io a Poggioreale
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Perche’ come Gennarino sono vecchio in fondo al cuore
La speranza Iervolino puo’ lenire il mio dolore?
Io ho capito che la vita e’ solo un viaggio di ritorno
Che domani e’ gia’ finito e che ieri e’ un nuovo giorno
Sembra un gioco di parole ma mi sento piu’ sicuro
Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro
E alla fine del mio viaggio chiedo a Napoli perdono
Se ho cercato con coraggio di restare come sono
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Questo post è al momento tra i più quotati su WordPress.com. Brava Marianna e soprattutto bravo Federico Salvatore!
grazie Angela….
infatti soprattutto bravo Federico Salvatore….
ho voluto immettere questa sua canzone perchè in questo momento rispecchia totalmente i posti, i modi, i luoghi, i pensieri in cui è chiusa Napoli, ma la Campania in generale….
e sinceramente…sono proprio stanca di questi comportamenti…
è ora che qualcuno si svegli ma in fretta pure…..
grazie di nuovo Angela…e torna presto ….a noi fa veramente piacere ricevere visite….e soprattutto ricevere i vostri commenti…..
Marianna..
Ogni volta che l’ascolto mi commuovo..perchè dice tante verità e le dice benissimo!
saluti
Bravo bravo bravo ! piace questa critica e combinazione mi è apparsa sul video mentre stavo scrivendo sulle madonne lacrimanti del sud e su pratiche di beatidicazini presentate da gente a riguardo morti eroici.
Fatemi sapere chi ha scritto il testo , io sono un mandolinista e vivo a milano.
la critica letta rispecchia la verità su napoli e chi l’ha scritta ne sa piu di san gennaro.
@ Mimmo
è il testo della canzone di Federico Salvatore, cantautore partenopeo
hai proprio ragione le canzoni di federico salvatore sono,senza dubbio, quelle che ti arrivano nel profondo del cuore…
anke ho ascoltato qst canzone da buona napoletana l’ho anke scaricata xkè è bellissima
Quanta rabbia ho dentro….. e son lontano… grazie Federico
Credo che Federico Salvatore sia uno dei pochi artisti che combatte per la sua città,ha saputo rinunciare a tutto per difendere la propria madre(Napoli) e questo non può far altro che rendermi fiero di essere napoletano,perchè un’artista così solo una città come Napoli poteva donarlo al mondo.
Grazie Federico che urli al mondo intero il dolore di noi napoletani a queste continue e false accuse che vogliono far di noi l’unica mela marcia del raccolto.BASTA!!!!!!!
Un consiglio:ascoltate Napolitudine di Federico che è spettacolare
ciao Claudio ….
ho letto il testo della canzone che ci hai consigliato…..molto….bello….
marianna
NAPOLI E’ LA MIA CITTA’ E IL BARATRO CHE TU CANTI IO LO VIVO DA LONTANO MA DELINQUENTI FURTI E PAPPONI SONO LE RAGIONI CHE MI HANNO INDOTTO A LASCIARLA…!
CREDO CHE QUESTA CANZONE ESPRIMA A PIENO I SENTIMENTI DI TUTTI NOI CHE AMIAMO NAPOLI E VORREBBERO UN TOTO’ UN TROISI E QUANT’ALTRI CI HANNO DATO L’ORGOGLIO DI ESSERE NAPOLETANI LA CANZONE E’ LA NOSTRA STORIA ! OGGI MI VERGOGNO DI NAPOLI PENSANDO CHE DA LI’ E’ PARTITO UN D’ALESSIO !
GRANDE FEDERICO SE NE HAI DINNE ANCORA SPRONACI O ALMENO PROVACI !
….DIMENTICAVO……
AZZZZZZZZZZ FEDERI SAIE FA’ STI COSE………
SCUSATE IL NAPOLETANO SE SCORRETTO !
Bel post..
Federico merita!
Se vi può interessare, da poco ho ultimato un omaggio a Federico Salvatore : http://www.FedericoSalvatore.net
Grazie e Buon anno
Sinceramente trovai per caso questa canzone sul web qualche anno fa… mentre cercavo “Azz..” e mi sono imbattuto nel talento cantautorale di Federico Salvatore, molto sullo stile di De Andrè.. senza la rete non avrei mai potuto ascoltare le parole coraggiose e arrabbiate dell’autore. Solo chi ama la propria città DAVVERO può essere così rigido nei giudizi… BRAVO BRAVO BRAVO… (e brava Marianna)
Sei grande Federico , sei uno dei pochi artisti napoletani che ha avuto il coraggio di denunciare i mali della città , e forse anche x questo sei stato allontanato dalla tv !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!