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E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e al tempo stesso di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. E' una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea - l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi alla mia professione. (Tiziano Terzani) ________________________ Ad un ragazzo che vuol fare questo mestiere direi: fallo proprio se lo ritieni necessario. Si pensi: una volta si diceva la vocazione. È forse un termine che sa un po’ di mistico, di voti per la vita. Fallo proprio se credi che questo sia il tuo lavoro. E allora se è questa la tua aspirazione, non c’è nulla di meglio. L’illusione di mettere una virgola nel grande romanzo che si scrive ogni giorno, con una tua parola. Orgoglio, vanità? Quando abbiamo incominciato noi, l’obbiettivo era diventare una firma. Adesso forse è più importante diventare una faccia, è più facile. Credo che poi sia sempre essenziale possedere una testa. (Enzo Biagi)
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Il difficile rapporto tra democrazia diretta e partiti politici della sinistra
Ottobre 21, 2007 di Paolo Esposito
SINDACATO E POLITICA
La manifestazione del 20 Ottobre. Come nasce la concertazione.
di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco
Sabato pomeriggio, 20 Ottobre c.a., si è svolta a Roma la grande manifestazione della sinistra comunista, organizzata dai quotidiani : “Il Manifesto” e “Liberazione”.
Alla manifestazione non hanno partecipato i Ministri del Governo Prodi e non ha parlato il Presidente della Camera Bertinotti; infatti, la terza carica dello Stato, non poteva capeggiare una piazza con quasi un milione di partecipanti, questo avrebbe avuto un segno di rottura istituzionale, con la conseguente ed inevitabile crisi di governo.
Una manifestazione di popolo, per sostenere e rafforzare l’azione politica di Rifondazione Comunista e degli altri partiti di quella sinistra che negli ultimi tempi viene definita “radicale”.
Si chiude, con questa manifestazione un periodo di grande mobilitazione della società italiana, che si è espressa attraverso forme diverse, ma in misura tale da dimostrare che tutte le teorie sulla “Antipolitica “, sono miseramente saltate.
La Manifestazione di Grillo con i suoi 150.000 partecipanti è stata seguita dai 500.000 di Alleanza Nazionale, poi c’è stato il referendum dei lavoratori sull’Accordo Governo – Sindacati che ha coinvolto cinque milioni e mezzo di cittadini, infine la grande partecipazione alle primarie del Partito Democratico che ha coinvolto oltre tre milioni e mezzo di persone nella prima esperienza di partecipazione diretta dei cittadini alla costruzione di un nuovo soggetto politico nell’ambito del Centro Sinistra.
Il vero motivo per cui è stata organizzata la manifestazione di Sabato scorso è proprio nella nascita del Partito Democratico e nel successo di adesioni che si è riscontrato per il libero voto delle primarie, che superava di gran lunga le aspettative e che faceva seguito all’ottanta per cento di consensi nei luoghi di lavoro per il Protocollo sul Welfare che era stato sottoscritto, nel Luglio scorso, dalla Confindustria ed il Sindacato con il Governo.
La vera novità politica di questo autunno è il Partito Democratico e l’adesione di massa alla sua costruzione, che trascina nel suo procedere anche il Sindacato, che dopo gli anni del Centro Destra sembrava in disarmo ed in difficoltà.
La fusione a freddo tanto predicata, la scarsa adesione da parte dei militanti annunciata, la lotta disperata nei congressi dei DS e della Margherita di quelle frange contrarie alla fondazione del Partito Democratico, l’antipolitica e l’antisindacalismo continuamente riproposto su tutti i giornali, sono smentite dai fatti: in Italia, se le premesse saranno mantenute vi sarà un cambiamento reale della politica e della sua struttura che innoverà e migliorerà la società, in tempi brevi.
La sinistra cosiddetta radicale, tranne il piccolo gruppo dei Verdi, è formata da Partiti che sono nati dalla trasformazione del PCI della fine degli anni 80 e dalle successive scissioni.
Il pericolo di rimanere isolati, in un centro sinistra in cui agisce un Partito che può raccogliere il 30/35% dei consensi dell’elettorato italiano è l’unica preoccupazione che hanno questi movimenti, quello di diventare marginali e superati nella realtà sociale del paese.
La stessa posizione che porta alcun moderati fuori dal Partito Democratico, perché temono di essere annullati all’interno di un grande Partito in cui il diritto di veto non può essere esercitato.
In questo contesto si iscrive la manifestazione di Sabato 20 Ottobre c.a. che serve più ad affermare una diversità politica che a migliorare e cambiare un protocollo, in cui i motivi del contendere non sembrano molti.
Per questi motivi viene messo in discussione il sindacato, il suo ruolo e la sua funzione sociale e politica.
La precarietà deve essere superata, ma sembra sproporzionato il metodo e la pervicacia con cui si porta avanti questo obiettivo, che appare tanto importante da mettere in discussione il sindacato, lavorando per la sua rottura e per la sua delegittimazione, metter ulteriormente in crisi l’immagine del Governo che appare diviso ed in difficoltà.
L’effetto più grave che si sta producendo in queste ore è il tentativo di delegittimare il sindacato, la Confindustria ed il Governo sottoscrivere accordi in materia di lavoro e di previdenza.
Sentire i dirigenti della sinistra radicale parlare di cambiamento e miglioramento in Parlamento del protocollo sul Welfare, sembra sentire il Centro Destra degli anni passati che non riteneva il Sindacato come interlocutore legittimo del Governo e proponeva il Parlamento come unica sede delle scelte e delle decisioni.
Senza molto riflettere, i dirigenti politici ex comunisti, hanno superato di colpo la stagione dei Consigli, della Federazione Unitaria dei sindacati, della Federazione dei Lavoratori Metalmeccanici, che nel 1970 furono a sostegno della approvazione dello Statuto dei Lavoratori.
Il Ministro del Lavoro che presentò quella legge, il socialista Giacomo Brodolini, spiegò, che era nello spirito della Costituzione italiana garantire al mondo del lavoro una libertà di pensiero e di organizzazione che prevede una autonomia di scelte assunte con proprie regole ed ordinamenti.
Nacque in questo modo, dopo lunghe lotte, la politica della concertazione, in cui i sindacati e le parti sociali, insieme al governo stabiliscono percorsi condivisi che influenzano le scelte delle leggi Finanziarie e di pianificazione dello Stato.
Il tavolo della concertazione è molto articolato, vi partecipano Sindacati, Imprenditori, Associazioni dei consumatori, Commercianti,Imprese Cooperative, Rappresentanze del mondo agricolo e tutte quelle realtà che rappresentano l’insieme di una democrazia diffusa sul territorio, compreso i Governi Locali.
Un protocollo votato da milioni di persone, sottoscritto da tutte le Organizzazioni Imprenditoriali e condiviso dalla stragrande , maggioranza di governo, non può essere disconosciuto da una forza politica che di questo mondo dice di far parte.
In questa vecchia sinistra, vige il principio che quello che non si controlla non è importante, per cui sostenere la rottura del sindacato, appoggiando la FIOM nella sua opposizione alle posizioni della CGIL, rappresenta una cultura minoritaria, che non sceglie quello di cui l’insieme del paese ha bisogno, ma ciò che è utile alla propria sopravvivenza politica , per questo si sacrifica anche la propria storia e le proprie ideologie.
Il limite della politica della sinistra italiana è proprio in queste contraddizioni, ritenere di essere i depositari di un unico verbo e non accettare che possano esistere delle diversità.
Il gioco in atto è molto pericoloso, la delegittimazione delle organizzazioni di massa, il continuo attacco al Governo di cui si fa parte, alla lunga produrranno dei guasti che saranno difficili da sanare.
Il sospetto che occupa maggiormente e che in questa fase, oltre alla nascita del Partito Democratico è sul tavolo il referendum per il cambiamento della legge elettorale che porta le organizzazioni della sinistra radicale a mobilitarsi ed a mostrare i muscoli.
La sinistra radicale è particolarmente contro il sistema maggioritario sarebbe per un sistema elettorale proporzionale con la scelta come quello attuale, senza un grande sbarramento.
Occorre una profonda riflessione nel sindacato, che deve necessariamente innovarsi, per rispondere sempre meglio alle richieste del mondo del lavoro e deve crescere al tempo stesso le ragioni di un riformismo concreto e radicato nella società che deve guidare l’Italia verso una fase di sereno sviluppo, in modo che possa svolgere un ruolo internazionale importante, per partecipare da protagonista in uno scenario mondiale sempre più preoccupante.
Speriamo che la ragione aiuti la coalizione di Centro sinistra a non commettere errori irreparabili, sarebbe una iattura.
Napoli, 21/10/07
Pubblicato in Attualità, Cronaca, Economia, Editoriali & Commenti, Politica | Contrassegnato da tag governo, grillo, manifestazione, partito_democratico, rifondazione_comunista, sinistra | No Comments Yet
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