
Di Antonio Sidari
Cari amici di Caffenews, oggi vorrei parlarvi del mio idolo da quando avevo 7 anni, quando nel lontano agosto del 1977 tutti i tg televisivi dedicarono alcuni minuti alla morte del Re del Rock´n´Roll, Elvis Presley.
Elvis è stato uno dei più celebri cantanti Rock´n´Roll e Rockabilly di tutti i tempi. La sua presenza scenica, pressoché inimitabile, ha avuto un impatto sulla cultura statunitense e mondiali senza precedenti. Molto stimato da fans e critici ha saputo andare oltre l´arte che rappresentava, quella musicale, finendo per diventare una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo. Tra i soprannomi con il quale era ed è tuttora conosciuto vi è “Elvis the Pelvis”, per il suo esuberante stile di esibizione caratterizzato da bruschi ed ammiccanti ondeggiamenti del bacino. Eccetto cinque concerti tenuti in Canada, non si esibì mai fuori dagli Stati Uniti. La sua morte, prematura ed improvvisa, gettò nella disperazione milioni di fan in tutto il mondo. Nel corso della sua carriera Elvis Presley ha visto le sue canzoni approdare più volte ai vertici della Top Chart della rivista Billboard, punto di riferimento per le vendite nel mercato discografico statunitense. Sul mercato britannico, il cantante di Tutelo piazzò 21 singoli in vetta alle classifiche di vendita, con ottanta settimane di permanenza al primo posto. I suoi dischi a 45 giri rimasero in classifica 1277 settimane, mentre i long playing con le sue canzoni stazionarono nella Top 10 dal novembre 1958 al luglio del 1964. Fra il 1972 ed il 1977, anno della sua morte, furono venduti nel mondo oltre un miliardo di suoi dischi: il 60% nei soli Stati Uniti, ed il restante quaranta per cento sul mercato discografico mondiale. La musica proposta nel lontano 1954 da Elvis era così nuova che gli ascoltatori telefonavano ai DJ delle radio per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country, oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues. Inoltre Elvis era l´unico artista che appariva sia nelle classifiche di vendita di rhythm and blues, che in quelle country. Nel 1958 gli morì la madre e la cosa ebbe su Elvis effetti devastanti e dai quali, forse, non si sarebbe più ripreso. Le nuove rock band avevano ormai invaso il mercato dei primi anni sessanta, e i ragazzi avavano nuovi idoli musicali come i Beatles, i Beach Boys o i Rolling Stones. E fu proprio in questo periodo che Elvis si dedico al molto più remunerativo filone cinematografico. Interpretò ben 29 film, dei quali solo tre o quattro erano artisticamente validi. Elvis aveva una certa propensione alla recitazione, anche se, purtroppo, a causa del suo manager Colonnello Parker gli furono sempre affidati ruoli poco favorevoli a mostrare le sue doti. Fu chiamato per interpretare film come “La gatta sul tetto che scotta”, “E´ nata una stella”, “Un uomo da marciapiede” e “West Side Story” che non fece mai per le richieste esose del manager che gli impedì di diventare un attore da oscar. Nel 1968 Elvis, a 33 anni, sposato con Priscilla e padre di una bambina,
Lisa Marie Presley, stanco di fare film di poco conto, volle ritornare a fare ciò che sapeva fare meglio e che gli piaceva di più: musica. Nello stesso anno fece uno special televisivo intitolato “68 Comeback Special” il cui incredibile successo rinnovò in Elvis il desiderio di fare musica di qualità. Così da quel momento sembrò deciso a voler recuperare tutti gli anni perduti lontano dal pubblico e nell´arco di sette anni, fra il 1970 ed il 1976, si esibì in quasi un migliaio di concerti, ad una media di uno ogni due giorni e mezzo circa, anche due o tre nello stesso giorno. Malgrado insistenti voci di possibili tour esteri, Elvis non si esibì mai al di fuori dei confini degli Stati Uniti principalmente a causa del manager che essendo un immigrato europeo clandestino in America, non permise mai ad Elvis di uscire fuori i confini americani usando cavilli legali relativi al loro rapporto di lavoro. Di conseguenza furono migliaia gli appassionati che da tutto il mondo si recarono negli USA per poter assistere ad una sua esibizione. Nel gennaio del 1973 venne trasmesso in TV il primo show via satellite della storia del rock da Honolulu intitolato “Elvis: Aloha From Hawaii”, seguito da un pubblico stimato in oltre un miliardo di telespettatori in quaranta paesi. Nello stesso anno Elvis divorziò dalla moglie Priscilla e sebbene l´amicizia di entrambi sia durata per tutta la vita del cantante, ciò gli provocò un lungo periodo di acuta depressione che sconfinò nel consumo di barbiturici, tranquillanti e anfetamine che diventarono i suoi compagni di tutte le ore del giorno e della notte. Morì nella sua villa di Memphis chiamata Graceland (in onore della madre Grace) per una aritmia cardiaca il 16 agosto 1977. Graceland fu aperta al pubblico nel 1982 ed è divenuta una sorta di santuario del rock e meta del pellegrinaggio continuo dei suoi fans.
In questa breve biografia non ho citato le circa 700 canzoni che Elvis ha interpretato dal 1954 al 1977 semplicemente perché ognuno di noi ne ha ascoltato almeno una nella propria vita, visto le sue canzoni hanno fatto il giro del mondo, e a distanza di 30´ anni dalla sua morte festeggiati alla grande il 16 agosto 2007 tramite manifestazioni in tutto il mondo, sono ancora centinaia i ragazzi di tutte le età che si emozionano ancora ad ascoltarlo. Uno di questi sono io. La cosa più bella che mi ha dato la musica di Elvis è stata principalmente l´ottimismo che traspare ascoltandolo e soprattutto il fatto che nonostante abbia avuto nella sua vita dei problemi con droghe varie, lui con la sua musica e il suo amore incontrastato per il suo pubblico non ha mai insegnato hai giovani a drogarsi, come invece hanno fatto tanti altri della sua epoca e non solo. Io canto le canzoni di Elvis dall´età di 10 anni ed essendo napoletano verace vorrei dedicare a tutti gli amici di CaffèNews una delle quattro canzoni che Elvis ha dedicato proprio a Napoli e cioè It´s Now Or Never (O´ Sole Mio) in una registrazione che ho fatto quando avevo 17 anni.
Per i curiosi le altre 3 canzoni che ci ha dedicato sono “Surrender” (Torna a Surriento), Write to me From Neaples e Santa Lucia.
LINK DIRETTO: It´s Now Or Never (O´ Sole Mio) http://www.zshare.net/audio/49221512d3b217/


























































Grande Antonio!!!
Non poteva mancare un tuo articolo su Elvis!
La canzone poi è bellissima, mi ricorda la mia estate da animatore quando tu “colonizzasti” la serata del karaoke.
Ottima interpretazione!
Paolo
Ps – Credo proprio che tra pochissimi giorni diventerai papà, ormai credo sia stato quasi raggiunto il “punto di cottura”
Grazie del complimento Paolo, è vero volevo lasciare la mia firma per l’idolo che ho sempre amato in tutti questi anni e che continua ad emozionarmi con le sue canzoni a distanza di tanti anni dalla morte. Spero che i giovani si appassionino come me alla musica di Elvis che con il calore e contemporaneamente il vigore della sua voce e delle sue interpretazioni non fa altro che insegnarci che la vita può essere vissuta con amore e passione anche senza tutti gli eccessi di cui siamo vittime quotidianamente leggendo giornali e cronache varie. Insomma musica sana per un vivere sano. Se non ci fosse stato Elvis lo si sarebbe dovuto inventare, perchè senza di lui il rock non sarebbe mai stato così bello.
Tra una settima sforniamo. Poi ti farò sapere.
Grazie per l’opportunità che mi dai di far conoscere alcune grandi biografie di persone che in vari campi hanno fatto la storia.
A presto e ancora grazie. Antonio.
Bravo, Antonio. Da questo tuo scritto traspare chiaramente il tuo amore per Elvis. Sarebbe un peccato se oltre ad esprimere la tua corretta opinione sul King, tu non potessi continuare a farlo con le persone giuste e con il Forum ideale quale è “www.grazielvis.it” ma qualcosa mi dice che tu già ne fai parte. Se così fosse, rivelati al popolo elvisiano. Complimenti per la tua appassionata performance di It’s now or never. Tuo con sincera stima. Gondar.
Grazie Gondar per il complimento sulla mia performance di It’s Now Or Never…anche se ci sarebbero almeno un centinaio di altre canzoni di The King che canterei molto meglio…comunque questa performance era solo un omaggio alla mia terra di origine e ai ragazzi Paolo Esposito e Marianna De Rosa che ogni tanto mi danno modo di scrivere biografie o articoli di cronaca sul loro blog. Per quanto riguarda il rivelarmi al popolo elvisiano non è proprio una cosa che m’interessa più di tanto in quanto la mia passione per Elvis è più che altro una passione molto intima che tengo per me e per tutti quelli che ha volte mi vengono a sentire a casa o in qualche locale. Comunque ti ringrazio per l’invito. Forse io sono uno dei pochi impersonator che non si veste alla Elvis e che non frequenta i blog dedicati a Elvis (se non per alcune piccole cose), ma di sicuro sono uno dei pochi sconosciuti in Italia che canta meglio le canzoni del re, almeno da quello che ho potuto sentire quando a maggio 2007 sono andato al Palabanca di Piacenza per un raduno in onore di Elvis nel quale hanno cantato le “Sweet Inspirations” e “The Imperials” e nel quale aimè c’è stato anche una sorta di karaoke a premi nel quale si sono cimentati dei personaggi che per me avevano veramente poco a che fare (eccetto che per i vestiti!) con il cantare alla Elvis. Comunque l’importante è divertirsi e io mi diverto sempre quando ascolto Elvis, un pò di meno quando lo sento storpiato da chi dovrebbe solo limitarsi a vestirsi e ad ascoltarlo.
Grazie per il mio contributo. Antonio
Permettimi, caro Antonio, di dissentire garbatamente circa la tua volontà di tenere per te il tuo amore per il nostro Elvis. Non tutti i fans di questo artista immortale ostentano la loro appartenenza cercando di emularlo con jumpsuits o con atteggiamenti il più delle volte ridicoli e per niente aderenti al suo spirito incensurabile e puro. Se tu semplicemente dessi uno sguardo al di là di quelle che sono le tue prerogative e ti calassi solo per un attimo nel mondo di “grazielvis” (sito ufficiale della Elvis Enteprises), ti accorgeresti subito che trattasi di un sito speciale come speciale era lo stesso Elvis. Nel cui forum ci si cimenta più nello scandagliare, sezionare e approfondire ogni aspetto dell’animo umano ed artistico di questo mitico personaggio che non ha eguali nella storia della musica, più che ad impersonarlo. E poi, fino a quando pensi o credi di divertirti se il divertimento non lo condividi con chi la pensa come te? Con stima. Gondar.
Ciao Gondar, mi dispiace che le mie personali considerazioni ti abbiano un pò disturbato, ma è chiaro che quando parlavo di molti personaggi che più che interpretare Elvis nel canto lo interpretano nel vestire, mi riferivo alla giornata che ho trascorso a maggio 2007 al palabanca di Piacenza dove la maggior parte degli impersonator che si cimentarono in una sorta di karaoke hanno fatto quasi tutti rivoltare di sicuro nella tomba il povero Elvis! Io mi diverto a cantare Elvis e questo è quello che conta per me, partecipare a forum e dibattiti su Elvis mi annoia parecchio anche perchè si è detto di tutto di più su Elvis e sono stanco di ascoltare gente improvvisata che solo perchè hanno la passione per Elvis si permettono di ridicolizzarlo con performance ai limiti del grottesco…forse non tutti sanno che dietro il personaggio Elvis c’è una preparazione vocale e fisica almeno fino all’ultimo periodo prima di morire, che pochi cantanti al mondo hanno avuto e i cosiddetti emuli del Re dovrebbero concentrarsi il più possibile almeno quelli che vogliono cantarlo, nel coltivare la voce più che l’abbigliamento come ho cercato di fare io in tutti questi anni…comunque appena riuscirò ad incidere qualcosa te la manderò così capirai cosa intendo. Io sono un passionale e ne capisco abbastanza di voci e quello che conta per me quando ascolto gente che canta Elvis è che mi diano delle emozioni e ti assicuro che siamo veramente in pochi quelli che riescono a farlo…uno di questi per esempio è Nicola Congiu…non so se lo conosci ma di sicuro è uno dei più bravi interpreti che ho ascoltato fino ad ora. Comunque queste sono le mie opinioni e sono fini a se stesse. Con stima Antonio.
Elvis è un mito immortale che con la sua bellissima voce ha accompagnato la mia vita da quando avevo 12 anni.Un mito senza tempo che i nostri figli apprezzano come lo apprezzavano i nostri padri.Un vero e propio rivoluzionario che ha cambiato il modo di vivere di milioni di giovani in tutto il mondo.
io purtroppo ho scoperto Elvis solo a ventotto anni,ma è stata una riveluzione.Non avevo mai sentito tanta passione,un uomo che metteva tutto mentre cantava.Dico a mio marito:dopo aver ascoltato lui niente è come prima.La verità è che ora trovo l’80% delle canzoni noiose…penso proprio di essere cotta.Menomale che non posso andare da nessuna parte per vederlo sennò rischiavo di mandare a rotoli il matrimonio
VI INVIO QUA SOTTO LA RECENSIONE DI UN LIBRO SU ELVIS PRESLEY CHE USCIRA’ A MARZO DI QUESTO ANNO.
S’INTITOLA ” ELVIS E IL PRIORATO DI SION”. CASA EDITRICE ITALIANOVA ( http://WWW.ITALIANOVA.NET)
L’AUTORE E’ IL CELEBRE MICHELE ALLEGRI I CUI LIBRI SONO CUSTODITI DALLA BIBLIOTECA DEL CONGRESSO USA.
SEGNALO ANCHE IL SITO HTTP://ELVISEILPRIORATO.BLOGSPOT.COM
“RIVELAZIONI ESPLOSIVE”
(The New York Telegraph).
Le innumerevoli coincidenze tra la vita di Elvis ed eventi di più ampia portata sollevano molti interrogativi che questo saggio per la prima volta raccoglie. Qual è, per esempio, il significato dello strano nome ELVIS ARON? Quanti sanno che Elvis aveva un fratello gemello? Quanti conoscono la passione di Elvis per l’occultismo e l’esoterismo? Quanti sanno che il cantante era un agente segreto della FBI, che dipendeva direttamente dal presidente USA Nixon? Chi era in realtà il misterioso manager detto “Colonnello Parker”? Può Elvis aver fatto parte del misterioso Priorato di Sion, come molti altri artisti di tutti i tempi? Durante la Guerra Fredda, Elvis può essere stato parte di un piano strategico atto a cambiare i costumi dei giovani attraverso la musica e l’immagine? La musica rock di Elvis faceva parte di un rito sciamanico teso alla liberazione sessuale delle masse? Può essere stata usata per trasmettere un messaggio politico antitotalitario nei confronti dei regimi dell’Est? Quale culto si è stabilito intorno al cantante cui, ancora oggi, milioni di fans restano fedeli? Con il rigore dell’investigatore moderno, l’autore fornisce al lettore un’inedita chiave di lettura per interpretare il mistero che si cela dietro l’uomo, il cantante e dietro i segni che da sempre giacciono sotto i nostri occhi, dando inizio all’Elvislogia, lo studio serio di un personaggio e del suo culto, analizzato dal punto di vista antropologico, religioso, esoterico, storico e cronachistico.