Volevo a “tiepido” riflettere con Voi rispetto a quanto è successo solo poche settimane fa a Pianura, quartiere della periferia Ovest di Napoli. Come mi aspettavo è bastato poco perché il silenzio calasse in fretta sulla vicenda. Devo dare merito al signor De Gennaro per questo che come al solito sta lavorando nel sottosuolo e sta evitando di alimentare le polemiche.
Ecco la mia testimonianza. Io a Pianura ci sono nato e ci ho vissuto fino alla tenera età di 27 anni. Ancora oggi lì vivono i miei genitori e due miei fratelli con le loro rispettive famiglie. E’ proprio da casa dei miei genitori che vi stò scrivendo. Pianura sorge all’interno di uno dei tanti vulcani spenti dell’area flegrea ed è circondata da verdeggianti alture. Per la fertilità delle sue terre pianeggianti fu sin dall’epoca romana demandato a feudo imperiale. Per la sua vicinanza a Pozzuoli e Baia le sue campagne erano spesso meta dei nobili dove venivano organizzate grandi battute di caccia soprattutto nel parco degli Astroni dove non era difficile incrociare volpi e cinghiali ed osservare nel loro stupendo volo i falchi pellegrini. Fino ai primi del novecento Pianura continuò ad essere un tranquillo centro agricolo di poche migliaia di abitanti, tra cui i miei nonni materni, gente lavoratrice e di poche pretese, poveri ma felici. Nel 1926 Pianura, fino ad allora indipendente, entrò a far parte del comune di Napoli. La moderna Pianura si iniziò a sviluppare verso la metà degli anni ‘50. Una prima ondata migratoria verso il quartiere ci fù negli anni ‘60 in concomitanza con il boom delle acciaierie Italsider di Bagnoli da lì poco lontana. Pianura divenne così meta abitativa di tante famiglie di onesti operai provenienti da tutta la città. Negli anni seguenti una manica di improvvisati costruttori edilizi, fiutato l’affare del mattone, iniziarono a costruire in maniera selvaggia ed abusiva. Nel giro di pochi anni, grazie agli investimenti del “sistema” ed alla connivenza di panciuti politici (che neanche a dirlo spesso erano gli stessi costruttori senza scrupoli) Pianura divenne un enorme agglomerato di casermoni di 7-8 piani costruiti senza alcun standard abitativo e senza alcun piano regolatore. Oramai chiunque avesse qualche metro di terreno e qualche spicciolo a disposizione tirava sù nel giro di pochi giorni un fabbricato, senza avere alcuna licenza, senza nessun controllo e senza nessun tipo di opposizione da parte dello Stato o di chicchesia. Il meccanismo era semplice: visto che spesso non c’erano i soldi per pagare i maestri muratori (architetti e geometri neanche a parlarne) ad ognuno di loro a fine lavori veniva dato in cambio un appartamento . In pochi anni semplici idraulici, elettricisti, muratori divennero proprietari di numerosi immobili. Agli inizi degli anni ‘80 non era inusuale vedere circolare a Pianura Porsche e Ferrari, anzi. Mio malgrado mi ritrovai a studiare il mio quartiere durante l’università sui testi di urbanistica, Pianura veniva citata come quartiere d’europa con la più alta densità di costruzioni abusive: l’89% del totale. Agli inizi degli anni ‘90 Pianura si ritrovò dai 10.000 abitanti degli anni 50, ad essere il quartiere più popoloso di Napoli con circa 100.000 abitanti. La seconda mazzata per il quartiere arrivò col terremoto del 1981. Il sito indicato dove costruire i famosi “villaggi terremotati” fu proprio Pianura. Migliaia di sfollati del centro storico di Napoli furono trasferiti nel già disastrato quartiere. Arrivò di tutto. La microdelinquenza in poco tempo prese il sopravvento, nuovi clan di cani sciolti nascevano e morivano mescolandosi con le “famiglie” da sempre predominanti sul territorio. Restarono a terra decine di giovani vite tra le quali quelle di due ragazzi innocenti rei solo di essersi fermati a fare quattro chiacchiere sotto casa di un boss nel mirino del clan rivale. Arriviamo alla spazzatura: la discarica dei “Pisani”, frazione di Pianura, fino al 1994 è stata lo sversatoio della monnezza di tutta Europa. I casi di tumore qui sono del 70% più alti rispetto al resto d’Italia. A 10 anni mio fratello ha perso il suo migliore amico per leucemia. Non lo dimenticherò mai. Sono tantissime le persone che ho visto ammalarsi e morire in questa terra. Da un giorno all’altro. Metastasi al fegato, alla tiroide, al pancreas. Quando da ragazzino passavo in auto con i miei davanti alla discarica dei Pisani i miasmi ci bruciavano gli occhi e la gola. Lì la gente ci vive. Nel ‘94 l’amministrazione comunale decise di chiudere questa vergogna perchè non era più possibile coprire la società che la gestiva. Non c’erano infiltrazioni della camorra: la discarica era della camorra. Oggi la stessa amministrazione comunale dice che quella stessa discarica và riaperta. In 14 anni a Napoli si sono succeduti 6 commissari straordinari per i rifiuti. Siamo in emergenza da 14 anni. In emergenza si mangia meglio, e di più. In 14 anni sono arrivati a Napoli per “l’emergenza rifiuti” decine di milioni di euro. Nulla è stato fatto. Questa volta la popolazione non c’entra. Ho la mia opinione ma voglio solo commentare i fatti. Pianura non ha un cinema, non ha un teatro, non ha una scuola superiore, non ha un centro giovanile, non ha una strada senza buche. Della mia scuola media, di quelli licenziati nell’84 con me ci siamo laureati in 7. Eravamo 400 ragazzi. A Pianura ho perso molti amici che hanno imboccato strade sbagliate. Pianura, io la chiamavo Lowland, in inglese, per darle un taglio esotico, per addolcire in qualche modo la durezza di questa terra. Io devo solo ringraziare la mia famiglia che con sacrifici enormi ha permesso che il primo figlio di quattro potesse continuare gli studi. Oggi Pianura è una polveriera pronta ad esplodere. La violenza la si respira nell’aria tutti i giorni. Da molti anni. Credo che non sia molto differente da quella che si respira nelle banlieus parigine. La rabbia è tanta, tantissima. Spesso viene strumentalizzata da gruppi di estremisti che nei giorni scorsi si sono messi in mostra contro lo stato per farsi notare agli occhi degli osservatori del “sistema” pronti ad ingaggiare le giovani promesse. A Calderoli che ha detto “Napoli non è Italia” non vorrei rispondere. Vorrei consigliargli solo di leggere “Gomorra”, il libro di Saviano. E cercare di capire tutti insieme perchè questo stà accadendo oggi in Italia. E cercare una volta tanto di stringerci intorno a questa gente che soffre e muore anche grazie ai rifiuti del Nord sversati per 20 anni nella discarica di Pianura. Perchè i prezzi offerti dalla camorra per lo smaltimento dei rifiuti erano concorrenziali rispetto a quelli del mercato ufficiale. E tanti bergamaschi, bresciani, milanesi, da ottimi imprenditori quali sono, non hanno avuto scrupoli a mandarli qui. La stessa mancanza di scrupoli che caratterizza i mafiosi ed i camorristi di queste terre. Forse Napoli non è Italia ma se questa è l’Italia… allora rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di darci da fare per migliorare la situazione…tutti insieme.
SCENDE IL SILENZIO SU PIANURA (NA)
Gennaio 29, 2008 di mariannaderosa


























































