Inizia sul litorale casertano un viaggio nel Paese maltrattato. Qui in quarant’anni sono sorti, senza licenza, case e grattacieli per trentamila persone.
Francesco Erbani (dall’archivio di Repubblica – 9 Luglio 2002)
Castelvolturno (Caserta) – Il racconto di Mario Luise inizia con un cartello attaccato alla porta di casa. C’era scritto: “Chi è?”. Quando suonava il campanello, la moglie e i figli non avrebbero dovuto aprire a nessuno prima di aver chiesto chi fosse. E non dovevano scordarselo. Mario Luise era sindaco di Castelvolturno, in provincia di Caserta. Siamo nei primi anni Settanta. Nel comune di Castelvolturno era sorto da qualche tempo il Villaggio Coppola Pinetamare, opera di due fratelli, Vincenzo e Cristoforo Coppola. Non c’è niente di simile, in Italia, al Villaggio Coppola Pinetamare. Niente di così grande e niente di così abusivo. Un paradigma dello scempio secondo tutte le associazioni ambientaliste.
Ancora oggi vivono qui tremilacinquecento persone che d’estate arrivano a trentamila, nonostante la scadente architettura sia a tal punto logora d’aver smarrito anche una parvenza di gradevolezza: sciamano, i villeggianti, fra i ristoranti, i bar, le villette, i palazzi, le palazzine, i palazzoni e i grattacieli, gli alberghi, le tabaccherie, la chiesa, la scuola, l’ambulatorio, il cinema, il centro congressi, il silos per i parcheggi, la caserma dei carabinieri. Più della metà del villaggio è abusivamente edificato su terreni del demanio statale o di quello comunale, il resto su suoli privati, ma comunque senza concessioni o con concessioni illegittime.
Il racconto di Mario Luise comincia da quel cartello e prosegue con le ordinanze di demolizione che emise appena diventò sindaco, con le minacce, la benzina che scivolava sotto la porta di casa e il trasferimento a Caserta, dove poteva essere protetto meglio. E si chiude, quel racconto, con una storia di questi tempi.
Nel piccolo tribunale di Santa Maria Capua Vetere iniziò il processo agli eredi di Vincenzo Coppola, e, per piccoli abusi, al fratello Cristoforo, che per i reati più gravi ha patteggiato la pena. E’ stato un giudice ostinato, Donato Ceglie, aiutato in alcune indagini dal Capitano Ultimo (il carabiniere che arrestò Riina), a riaprire un capitolo che sembrava sepolto. Alla prima udienza Ceglie chiese di sequestrare un’intera zona del Villaggio, ha fissato in ottocento miliardi delle vecchie lire il risarcimento del danno e ha ottenuto che si costituissero parte civile gli ambientalisti.
Tutto bene, quindi? Lo Stato, sebbene in ritardo, torna padrone di ciò che gli è stato rapinato? Troppo semplice. Altre vicende innervosiscono Luise. La Regione Campania, la provincia di Caserta, il Comune di Castelvolturno hanno firmato un’intesa per un “intervento di riqualificazione” di quell’area sottoposta a saccheggio. Tredici punti: riqualificazione, recupero, adeguamento, miglioramento e ancora riqualificazione. Un dettaglio strappa a Luise una risata livida: l’intesa l’hanno sottoscritta anche i Coppola. Che hanno siglato un’altra intesa con un Commissario Straordinario del Governo: pagando circa quaranta milioni di euro, chiuderanno il lungo contenzioso con l’autorità pubblica, stabilendo quali suoli appartengono a loro e quali allo Stato.
Prende il via qui, sul litorale domiziano, un breve viaggio dell’Italia maltrattata, e accade subito di imbattersi in un bel paradosso: potrebbero essere i Coppola a sanare gli scempi dei Coppola. E’ uno dei tanti segni di quanto il vento torni ad agitare mulinelli sabbiosi dopo che un’onda di tramontana, negli anni scorsi, sembrava aver spazzato da Nord a Sud l’Italia dei saccheggi e delle brutture. Il centrodestra ne ha fatto un punto di vanto in campagna elettorale e laddove ha potuto, come in Sicilia, ha già sfilato dal cilindro leggi e leggine a favore degli abusivi, inviando un segnale anche per altre regioni. Ha poi istituito la Patrimonio Spa, una società che prenderà in carico tutti i beni dello Stato, compresi quelli demaniali o che hanno valore artistico, storico e paesaggistico, e che potrebbe anche venderli o usarli come garanzia per finanziare opere pubbliche.
La brezza negli anni scorsi scarmigliava persino le dune di Castelvolturno, dove oltre al villaggio Coppola è dilagato un abusivismo diffuso. Si parlava di abbattimenti e di ripristino della legalità. Ma ora anche qui soffia di nuovo scirocco e le parole che vengono sibilate sono altre. Una su tutte: trattativa, il lemma maggiormente in voga nell’epoca dell’urbanistica fatta di negoziati e non più considerata come dispensatrice di regole per il buon uso del territorio. Usciti di scena i vecchi patriarchi (Don Vincenzo è morto nel 1997), i giovani Coppola, se l’intesa con la Regione andrà avanti, potrebbero anche costruire alberghi, centri ippici e stabilimenti balneari; o ampliare il campo da golf e l’hotel Holiday Inn (una delle poche costruzioni regolarmente autorizzate); o ingrandire una clinica. E chi vorrà, compresi i Coppola, potrà presentare progetti per ingigantire l’attuale porto (da duecento a milleduecento barche), edificando intorno alle banchine negozi, bar e ristoranti.
L’accordo è stato patrocinato dall’assessore all’urbanistica della Regione Campania Marco Di Lello. Ma le reazioni negative (Wwf, Legambiente e Italia Nostra) hanno frenato la corsa e lo stesso Antonio Bassolino ha imposto di rivedere tutto, costituendosi parte civile nel processo.
Luise stringe le mascelle e non si fida. Per lui sarebbe una beffa se alla fine di tutto, in cambio di pochi spiccioli rispetto ai soldi incassati in questi trent’anni e sacrificando solo le torri, i Coppola tornassero padroni del campo.
Le torri, mentre Luise racconta, sembrano una guarnigione di spettri. Sono disabitate, senza più infissi. Un rottame. “Le hanno già spremute a sufficienza. Anche a Manhattan i grattacieli hanno un ciclo definito, poi li buttano a terra e ne costruiscono altri: costerebbe di più ristrutturarli. E poi guardi quanto spazio lascerebbero libero per ingrandire il porto”. A Luise luccicano gli occhi ricordando quel giorno del 1972, quando insieme ai vigili urbani scortò un camion dell’immondizia che distribuiva i sacchetti nel Villaggio. “Chi abitava lì dentro pagava il servizio ai Coppola. Pinetamare godeva di un regime extraterritoriale. Era chiuso da una sbarra e sorvegliato dai vigilantes. I Coppola erano padroni di tutto. Noi c’intestardimmo a imporre un principio: quel luogo era Castelvolturno e chi ci abitava aveva diritto ai servizi comunali. Il sindaco era più importante dei Coppola”. Andò a finire che i sacchetti furono consegnati e la dignità comunale ripristinata dopo una lunga trattativa nella caserma del carabinieri, nella quale piombò, schiumando rabbia, anche Don Vincenzo.
La storia del Villaggio Coppola Carlo Emilio Gadda l’avrebbe definita “un gliommero”: è una matassa di questioni politiche, amministrative e di liti giudiziarie (la racconta benissimo lo stesso Luise in un libro uscito per l’Esi: si intitola Dal fiume al mare). La vicenda comincia a metà degli anni Sessanta, quando la distesa di dune domiziane battute dal libeccio subisce l’assalto delle lottizzazioni. I Coppola fiutano l’affare e delimitano una gigantesca porzione di territorio di incerta provenienza, in parte l’acquistano, in parte la occupano. Sono molto ben visti da Giacinto Bosco, notabile democristiano, che sarà ministro di Grazia e Giustizia e vice presidente del Csm. I Coppola sono tanto devoti verso chi li protegge: intitolano la darsena a San Bartolomeo, per onorare, si dice, l’allora Intendente di Finanza che ha la responsabilità di tutelare il demanio dello Stato.
Molti a Castelvolturno vedono crescere quella cittadella come se fosse uno spicchio di Adriatico dove celebrare i riti della villeggiatura di massa, con i grattacieli sulla battigia e le luminarie. Nella memoria di Luise campeggia un altro cartello: “Suoli? Qui” , scriveva chi, con un terreno, pensava di possedere l’Eldorado e invitava i passanti a dar la caccia alle pepite.
Il massacro è sistematico. E non è solo opera dei Coppola. Le dune sono una mucca da mungere fino a che la pelle della bestia non sia completamente avvizzita. Si alzano i palazzi, ma intorno il terreno sprofonda a causa delle dissennate scavazioni alla ricerca di sabbia. Arriva anche la camorra, che fornisce cemento, ferro, legno e manodopera (questo è il regno di Francesco Schiavone, detto Sandokan). Luise, allora comunista, ora diessino, viene eletto sindaco di Castelvolturno nel giugno del 1970 e un paio di mesi dopo firma i cinquanta provvedimenti di demolizione. In paese sembra sia piovuto un meteorite, si scatenano reazioni violente: grandi entusiasmi e ire furibonde. Si complimentano con Luise Bruno Levi e Manlio Rossi-Doria.
Il “contenzioso Coppola” va avanti per decenni: alle azioni dello Stato, sempre più timide dopo la sconfitta di Luise nel 1976, corrispondono le reazioni, gli esposti e i ricorsi al Tar. Arriva anche una sentenza: i Coppola devono versare solo una multa di centomila lire (poi si scopre che il presidente della Corte aveva un appartamento in una delle torri). Ma mentre altre decisioni sanciscono con certezza l’entità dell’abuso, i Coppola conquistano persino un crisma internazionale: le torri vengono affittate ai militari della US Navy e altri edifici all’ambasciata turca.
Vincenzo Coppola è sfrontato. La legge non conta nulla, la legge è quello che ha costruito. Lui ha dato case e lavoro alla gente, non la legge. Cristoforo è meno aggressivo. Prima di edificare l’Holiday Inn va da Luise a chiedergli fin dove può spingersi verso la spiaggia e il sindaco gli consiglia di arretrarsi il più possibile. Cristoforo arretra e ora l’albergo è fra i pochi edifici leciti del villaggio, la sola cosa decente. I due fratelli non si parlano più dalla metà degli anni Settanta. Quando si incontrano a stento si salutano. E se si salutano, litigano. Cristoforo costruisce un villaggio per i soldati americani a Gricignano, nell’interno del casertano, battendo la concorrenza del fratello. E per tutta risposta Don Vincenzo lottizza altre decine di ettari, edificando, accanto al villaggio, il Fontana Bleu, decine di palazzine, un centro congressi, alberghi per milleduecento posti, negozi, un centro danza, una discoteca e un parco giochi.
La politica esige e concede. Don Vincenzo si lamenta spesso dei democristiani. Gli costano troppo, dice. Quando si raccoglie la colletta per il riscatto di Ciro Cirillo, rapito dalle Br nel 1981, Cristoforo è fra i primi a versare la sua quota: 200 milioni. Ma senza le protezioni i Coppola non avrebbero resistito tanto. Sparita la Dc, Don Vincenzo guarda al Polo, ad An, in particolare. Cristoforo ai popolari.
La sicurezza dei Coppola viene scossa solo a metà degli anni Novanta. Nel ‘93 Luise viene rieletto sindaco di Castelvoltumo e due anni dopo il giudice Ceglie ordina il sequestro di molti edifici del villaggio, il porto, e il Fontana Bleu. Don Vincenzo non demorde. Contro Ceglie scatena i suoi amici di Forza Italia e di An. E schiera un parterre di avvocati che accomuna l’amministrativista Giuseppe Guarino, ex ministro dc, Giovanni Pellegrino, diessino, presidente della Commissione stragi, e Carlo Taormina.
Sulle dune di Castelvoltumo sembra sia rispuntata l’alba. Cristoforo ammette le sue colpe e patteggia la pena. Luise ordina altre demolizioni, fa ripulire la pineta e impone di chiudere una serie di cave abusive, sfidando la camorra. Acciaccato, il cuore di Don Vincenzo non resiste e nel giugno del ‘97 il vecchio patriarca muore. Ai funerali compaiono solo pochi amici, non il fratello né i nipoti. Quando stanno per sollevare la bara, arriva Luise che chiede di commemorare l’avversario di trent’anni: “Di me non si è mai fidato”, dice dal pulpito davanti al parenti attoniti, “pensava che fossi il suo diavolo senza sapere che il suo diavolo era lui stesso”.
Lo Stato chiede indietro i terreni e nel ‘98 affida il patrimonio a un commissario straordinario, il prefetto Mario Ciclosi, che si muove con energia ingiungendo ai Coppola di abbattere un cavalcavia e una torre. Arriva anche Massimo D’Alema, che viene a esigere, da presidente del Consiglio, il ritorno della legge. Sembra fatta. I figli di Cristoforo, in particolare Cristiana – ha studiato all’estero ed è laureata in legge -, paiono i più disponibili a voltar pagina (nel ‘97 hanno anche subìto un attentato da parte di una banda di estorsori legati alla camorra).
Ma la scena si ribalta di nuovo. Il comune di Castelvolturno torna alla destra e nel 1998 il Consiglio comunale viene sciolto per infiltrazioni camorristiche. Si torna a votare, ma lo stesso sindaco estromesso riconquista il municipio.Appena insediata, la nuova giunta straccia il piano regolatore che Luise aveva affidato all’urbanista napoletano Alessandro Dal Piaz e attribuisce l’incarico a un altro professionista, Aldo Lòris Rossi. E’ in questo contesto che arriva l’intesa fra la Regione, la nuova amministrazione di Castelvolturno e i Coppola. Ed è qui che termina anche il racconto di Mario Luise, che immagina un finale burlesco, un girotondo felliniano fra le torri deserte, mentre il vento sibila infilandosi fra le finestre senza più né vetri né imposte.
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da repubblica.it
[...] Ma la caccia (per le candidature nel Pd) non è solo ai nomi conosciuti o già vicini al Pd. La vera caccia è a personalità rappresentative da strappare alla Cdl. È il caso della leader di Confindustria campana Cristiana Coppola, la giovane imprenditrice che ha ereditato dalla famiglia il Villaggio omonimo, un ecomostro che lei stessa ha deciso di abbattere. La Coppola è considerata vicina a Silvio Berlusconi, ma per lei il Pd ha già prenotato un posto in lista.[...]
Domanda, perchè in Italia chi fa i soldi illegalmente non paga mai e i figi, magari onsestissimi, continuano a vivere nella ricchezza dei padri? Io penso che semplicemente non sia giusto.
si è conosciutissimo questo villaggio er stato costriuto per divenire terra di lusso poi è diventato terra di squallore…mi sembra che lo vogliono abolire completamnte
http://brigantilibertari.blogspot.com/
Ma state ancora a ciò che diceva mario Luise??? Adesso grazie al vostro amico Bassolino ed all’accordo di Programma è iniziata una nuova cementificazione ma…autorizzata…e Voi che fate? Bla…bla…bla…
Ho saputo che forse la signora Cristiana Coppola, presidente dei giovani industriali della Confindustria Campania, sarà forse candidata a Governatore della Campania… Così cementificheranno tutta la regione!!!!!!
no, la giovane sigRa Coppola, sarà nominata vice presidente Confindustria per il Mezzogiorno…le premesse della Marcegaglia, neo presidente di confindustria non sembrano ottime..ma è anche giusto che le colpe dei padri non ricadano sui figli..vogliamo parlare infatti del padre, che a 75 anni, dopo aver commesso lo scempio di villaggio coppola è il presidente della sezione…udite udite Turismo (sic!) di confindustria caserta, per essere il proprietario di una serie di Grand hotel…come l’holiday inn di Castelvolturno…però è stato pure il costruttore di Grand hotel Pinetamare a Villaggio coppola… SONO DELUSA DALLA MIA REGIONE, E PENSO CHE MAI NIENTE POTRA’ CAMBIARE!
io penso in quanto giovane neolaureata che i problemi del villaggio coppola,essendo io nata e vissuta lì siano ben più gravi che il solo giudicare l’operato della signora Coppola. Il perno del Villaggio è l’assenza di persone adatte a governare e ristabilizzare questo splendido posto, perchè secondo me il luogo ha delle meraviglie indescivibili che dovrebbero essere riqualificate e rivalutate nel rispetto dell’ambiente, allora si che avremo un flusso di turismo paragonabile all’Adriatico. Spero che un giorno qualcuno si accorgerà di queste meraviglie.
Il villaggio coppola é la piu squallida speculazione edilizia mai esistita al mondo …. terra di camorra e di miseria…bisogna andarci per rendersi conto… vorrei sapere di ” splendido ” (cosi leggo la sig Russo Olimpia nel suo commento) cos ha!!!!! E per questo scempio nn ha pagato nessuno…né i diretti responsabili (i coppola) né i politici/mafiosi….nn mi stupirei se sotto le villette o le torri ci fosssero rifiuti tossici… Ma la figlia di coppola se lo fa di tanto in tanto un giretto nel suo villaggio??? Lo trova anche lei fantastico??? Ormai siamo arrivati alla frutta….e se gli italiani fossero meno “coglioni” avrebbero già fatto na rivoluzione (come a parigi nelle banlieux) invece di stare ancora a sentire le baggianate che ci tocca sentire in televisione, tanto MAFIASET controlla l informazione e ci raccontano quello che vogliono, l unica verità é quella che nn ci dicono! quindi se coppola vuol dire berlusconi …. nn ci speri cara signora Olimpia che possano rivalutare quella zona non se ne fregano niente … io la speranza l ho persa!!!!
Grande Lucia!!! Concordo su tutto… Anche gli extracomunitari sono stati capaci di scendere in strada… e noi? quand é che grideremo BASTA…Un abbraccio Luci’
la cosa grave e che chi ci va di mezzo sono onesti cittadini che illo tempore acquistarone le case con tutti i permessi e che ora si ritrovano con un pugno di mosche poichè le case risultano intestate al demanio marittimo dello stato.
Sto facendo un’inchiesta per Exit, La7. cerco informazioni su quello che fu il Villaggio Coppola e sul futuro di questa zona. A chi posso rivolgermi?
Ciao Lisa, complimenti per le tue inchieste
Tanto per prendere le prime mosse potresti rivolgerti al Dott. Donato Ceglie, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha seguito la vicenda giudiziaria dall’inizio, e a Cristiana Coppola, neo vice-presidente di Confindustria nazionale con delega al Mezzogiorno, figlia di Cristoforo e nipote di Vincenzo Coppola, l’artefice della speculazione partita nel 1964. Buon lavoro!
Grazie per la segnalazione. Se esiste un comitato di cittadini o delle persone che non sono d’accordo su come stanno andando avanti le cose mi può contattare per favore a questa mail. lisa.iotti@libero.it
Ringraziamo la redazione del quotidiano “Caserta c’è” per aver linkato su http://casertace.it/home.asp?ultime_news_id=2428 questo pezzo ripescato da noi nell’archivio di Repubblica.
…in parte sono daccordo con olimpia e in parte sono daccordo con tutta la maggioranza dei cittadini che sono nati, rifuggiati, terremotati e padroncini residenti da quel lontano 1980, che ci vide coinvolti nell’espropriazione delle costruzioni abusive e che lo stato requisiva in favore delle famiglie per strada! Anche noi abbiamo vissuto il terremoto, anche noi disastrati dalla catastrofe del terremoto siamo andati via, espatriando e lasciando la casa a chi aveva figli e non gli era facile muoversi come noi scapoli e senza prole! Tornati siamo stati accolti, dopo un incidente mortale, dagli amici architetti che con un parto gemellare, avevano trovato casa proprio lì, a castelvolturno. Si dovevano fare gli accertamenti sullo stato di una gamba di mia moglie, investita sulle strisce pedonali mentre una sera andando a comprare il latte… il CTO del Lazio veniva appena a pochi Km… così gli amici con tutto lo spazio della villa e l’affitto basso rispetto alla napoli milionaria, ci diedero ospitalità! La direzione dell’H.I.R. con all’ora direzione E.Serpico ci permise fare una mostra attinente con i cavalli – chavallinhause – la hall dell’H.I.R. di castelvolturno grande come una piazza fu spettacolo dell’istallazione per i 20anni di dedizione alla poesia, con fogli appesi e quadri grandi anche 2metri e sagome mobili e animali fantastici ruotavano intorno a questa piazza…una madonnadelcarmine con in braccio, tra il suo seno suo figliogesù e cariatide, puttini che gli gironzano intorno… firmavo mille inviti con la postcard di un rilievo della pineta… ebbi lo sponsor dell’H.I.R. di C.volturno per pubblicare un libro-catalogo denominato “artistiinedicola” e quella sera bar e ristorante aperti agli invitati… tutto gratis! Non venne nessuno! ah…sì una coppia di artisticeramisti al buffet da aversa! e l’amico sama e rosario da quarto a cena… un grande evento e una chance per l’arte o quella coppia di persone perbene che altrimenti avrebbe passato una catastrofe familiare e civile! Nel catalogo, tra le prime pagine si commentava la possibile rivalsa del terziario, dell’artigianato e della cultura come principe e artefice di un possibile recupero del territorio e della sua gente. Non più quartiere degradato e dormitorio per famiglie indigenti e speculazione, ma frazione casertana-napoletana unite nel rilancio di una zona, prima lasciata nelle mani del noir e poi abbandonata da Dio! Adesso, a lisa.iotti consiglio anche di incontrarsi con il presidente degli albergatori alessandro ciambrone architetto e giovane promettente, suo è stato dopo la mostra il concorso una piazza per il litorale domizio… e il gemellaggio con gli stati uniti? Occorre verificare, è passato tento tempo, ricordo aneddoti? Poi si doveva intervenire con un programma con il sindaco scalzone per “cento artisti per il recupero del volturno” …purtroppo mai realizzato! La maratona in bicicletta provolturno con il sindaco scalzone in testa sì… ma questa è un’altra storia!
Bhè cs c’è da dire…io sn del villaggio coppola io abito in quella che voi dite: ” un terreno di miseria e camorra”!! bhè…questo nn lo posso nascondere è vero…ci sn stati dei probleimi qui lo so…ma è cosi…però voglio dirvi una cosa nn importa come si è formato il governo…nn importa cm sta la città ma importa chi ci abita all’inetrno…siamo napoletani…e tutti i napoletani sn cosi…vi sembra bello giudicare un posto di villeggiatura un posto di fiducia di tutti noi…a voi altri che nn abitate in queste case??? cercate di venire e vedrete che poi tanto male nn lo è…per informazioni…mi kiamo Gaya e ho 15 anni e sn del villaggio coppola e sn fiera di exerlo!!!
darvi torto sulla situazione attuale di pineta mare sarebbe da ipocriti basta osservare tutto cio che offre questo luogo x scoprire degrado e abusivismo ma il villaggio coppola x quanto possa sembrare assurdo non e solo questo come traspare dalle foto ma abbiamo strutture balneari sala giochi pub e vari negozietti cinema bar e gelaterie sicuramente pinetamare non e paragonabile ad un centro cittadino ma sicuramente non e un inferno di cemento come viene descritto””’ io frequento l’istituto d’arte nel villaggio coppola ed oltre a questa c’e anke la ragioneria quindi in fondo non stiamo proprio cosi rovinati come fanno credere io ho 17 anni e vivo al villaggio coppola da 4 anni
purtroppo esistono realtà simili o peggiori di quella di Pinetamare, basti guardare le foto pubblicate su http://www.salviamoippocampo.com
Sig. Lucia mi trovate d’accordissimo con voi,io attualmente vivo in qsto posto,ma al più presto possibile me ne andrò,me ne vergogno totalmente di tutto e tutti.E’ vero che fino a circa 20 anni fà era vivibile il villaggio coppola,un bel posto,ma pochi…e ripeto POCHI hanno magari rispettato il posto,e basta!
Sono venuto diverse volte al villaggio coppola…
senza conoscere la storia del posto… mi sono subito accorto che questo posto non ha nulla di accettabile affinchè vi si possa condurre una dignitosa vita!
Mi fanno un po’ pena le persone che hanno sempre vissuto in questo posto… addirittura dicono che “non si vive poi così male!”.
Non hanno mai avuto termini di paragone… come si fa a vivere come dei reclusi nelle proprie case… si ha paura di uscire per le strade… vi immaginate una bella camminata notturna nel villaggio???!?!?
per non parlare dell’aspetto “estetico”… e dell’impatto ambientale… chi dovesse fare un bagno nelle acque del villaggio… rischerebbe di prendersi serie malattie!!!
Io voglio ancora credere che ci sia la possibilità di recuperare questa zona dal degrado… ma occorre che in molte persone acuisiscano prima di tutto la consapevolezza di vivere nel posto più invivibile d’Italia!… solo così ci si potrebbe rendere conto di cosa aggiustare!!!
a chi vive in questo posto, consiglierei di “sperimentare” altri posti per avere termini di paragone in merito a come deve essere un posto per essere considerato vivibile!!!
Non mi sembra che ci sia molta differenza, in quanto allo schifo del posto, tra ippocampo e villaggio coppola…
la differenza è che vicino all’ippocampo non ci vive nessuno…
al villaggio invece sì! (poveri loro!!!)
Devo laurearmi in Architettura…avevo pensato alla riqualificazione urbana di Villaggio Coppola perchè è una zona che mi sta a cuore visto ke ci andavo da bambina.Secondo voi è un’impresa impossibile?
caro salentino, sono nativo di viareggio e vivo da diversi anni al vilaggio coppola e posso garantirti che è molto piu vivibile di altri migliaia di posti della campania che conosco benissmo, il problema non è il posto ma la gente che lo vive, purtroppo molti campani e napoletani, non amano e non rispettono il posto dove vivono e ritengono che il loro mondo da gestire sia fino all uscio di casa, quello che avviene oltre non è problema loro ma degli altri e cosi c e l incivilita dell e persone, mi spieghi caro salentino perche queste stesse persone quando salgono al nord si comportano piu che c ivilmente e invece a casa loro non lo fanno’ te lo spiego io perche , se uno butta una ciccca x terra uno di qua si sente in diritto di farlo anche lui xche certamente non è piu fesso di quello e su uno provasse a dirglielo il minimo che si prenderebbe un mari di impropreri compreso un fatti i c…. tuoi
mi dispiace di tutto questo e tante volte ho il rimpianto del mio paese ma tengo duro sperando di un ricupero delle persone il posto poi si aggiusta automaticamente
ho internet dal 1.8.09….mi sono quasi sentita male leggendo tutto. Nel 71-72-78 sono stata insieme allora alla mia bambina (oggi ha 44 anni 1/2) ospite al Pinatemare, conoscevo bene sia Vincenzo e Cristoforo, il mio allora compagno era loro amico. Era meraviglioso, molto meglio della Romagna perché famigliare. Avevo fatto tante bellissime amicizie anche con americani della Nato. Ora che sono in pensione appunto cercavo qualcosa sul Villaggio con l’idea di trovare un appartamentino in affitto e trasferirmi definitivamente lì. Abito in Canton Ticino da 46 anni, di origine sono francese ma il mio cuore l’ho lasciato nella zona di Napoli….Ischia poi, che bei ricordi. Contattatemi pure, mi farà piacere, sono tanto sola.
tel.0041916837894. P.S.: avevo conosciuto Cristiana, giocava con mia figlia Sabrina…..Che tristezza.
tutto questo conferma che la malavita è lo stato….e il contrario…questo dominio è possibile perche’ in italia ci sono le leggi che lo permettono…anzi…piu sei corretto piu paghi e meno puoi approffittare dallo stato italiano.
La radice delle organizzzioni criminali nasce in politica….il grande mitico Berlusconi…è la vergogna del paese…italiani…svegliatevi….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! S.B muori