Un numero nutrito di quotidiani domina l’informazione in provincia di Caserta, ma non mancano le polemiche sulla gestione delle notizie
Di Paolo Esposito*
Il nostro viaggio in provincia inizia dalla stazione di Aversa, ci ha raggiunto Francesco Rigatelli de La Stampa, noto al pubblico di Anno Zero per essere stato uno dei pochi giovani giornalisti che riuscì a farsi ricevere da Enzo Biagi nel suo studio in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Vuole far arrivare a un quotidiano nazionale, come il suo, alcune di quelle notizie che stentano ad uscire dal circolo, forse in alcuni casi vizioso, della nostra stampa locale. La visita guidata è breve e termina a Casal di Principe, ma non sono poche le pagine del taccuino che sfoglia di continuo. Quando gli raccontiamo degli spari di arma da fuoco contro l’abitazione del giornalista de La Gazzetta di Caserta, Salvatore Minieri, e delle minacce anche nei confronti dei colleghi Carlo Pascarella, Davide De Stavola ed Enzo Palmesano de Il Giornale di Caserta, oggi Buongiorno Caserta, non riesce a capacitarsi di come questi episodi non siano riusciti a varcare i confini della stampa provinciale. Un’informazione, quella nel casertano, che è a dir poco monopolizzata da determinate testate, ma che comunque si presenta, almeno all’occhio dell’edicolante, abbastanza variegata. Domina la scena il Corriere di Caserta, diretto da Domenico Palmiero e dal direttore editoriale Pino De Martino, dal primo agosto 2003 edito dalla cooperativa di giornalisti Libra Editrice, dietro cui ci sarebbe Maurizio Clemente, detto “l’editore occulto”. Così è stato definito dal gip di Santa Maria Capua Vetere Raffaele Piccirillo, che nel dicembre del 2003 ne aveva ordinato l’arresto con l’accusa di estorsione a mezzo stampa, realizzata utilizzando le pagine del Corriere di Caserta. Dall’aprile 2005 Clemente è libero, dopo un iter dalle varie tappe che lo ha visto per quattro mesi detenuto nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere e di Torino, dall’aprile 2004 agli arresti domiciliari, seguiti dall’obbligo di dimora a Montesarchio, il paese dove vive, e poi anche dall’inibizione ad andare in provincia di Caserta. Dovrebbe essere ancora in corso il processo che lo vede imputato per estorsione e tentata estorsione davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Bisogna aggiungere che il nuovo direttore della testata, Domenico Palmiero, è subentrato dopo le dimissioni dell’ex direttore Gianluigi Guarino, che guidava il giornale dal 2002 e che si è appellato all’art. 32 del contratto di lavoro, quello sui legittimi motivi di risoluzione del rapporto di lavoro. A gennaio del 2007 Guarino dava notizia delle sue dimissioni ai redattori, spiegando che la sua decisione si era resa necessaria in quanto era “venuto meno il rapporto fiduciario che è alla base delle relazioni tra direttore responsabile e proprietà del giornale”. “Mi sono ritrovato con un giornale carsico, omissivo, che spesso ignora le notizie perché non deve dare fastidio a nessuno; tutto ruota intorno alle esigenze processuali dell’editore” – aveva dichiarato al settimanale on-line Iustitia. Dal canto suo, Maurizio Clemente aveva replicato che “il Corriere non ha mai fatto informazione omissiva o condizionata” e che si è sempre “limitato, nell’esercizio delle funzioni, a dare un contributo alla definizione delle strategie editoriali del giornale, sempre in sintonia con i direttori”. Ha suscitato clamore il titolo a tutta pagina con il quale questo quotidiano ha aperto l’edizione del 28 marzo 2003: “Don Peppe era camorrista”. Si pensa che sia stata travisata una frase pronunciata da un avvocato. In particolare il Corriere si era soffermato sulle presunte “donne di don Peppe Diana“. Secondo Donato Ceglie, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, da anni impegnato contro i traffici dell’ecomafia, il Corriere di Caserta “diffondeva notizie false su don Peppino Diana per screditare tutto un movimento attraverso il suo simbolo: un’operazione criminale, condotta in maniera scientifica allo scopo di demolire con menzogne e accuse la figura di un martire della legalità”. Anche di recente, in occasione del primo discorso di Roberto Saviano a Casal di Principe, il Corriere di Caserta ha registrato sia le assenze dei parlamentari eletti in città, sia la presenza del cugino del boss Sandokan che “inchiodava al muro un signore con uno sguardo feroce e si faceva dire, uno a uno, chi applaudiva troppo forte alle parole sui figli di
Schiavone”. Titolava: “Un cugino di Francesco Schiavone origlia. Davanti al bar si fa raccontare tutto quello che è stato detto in piazza. E su chi c’era”. La stessa testata definiva “spregiudicato” l’intervento dello scrittore e spiegava “che non tutti si sono lasciati impressionare dall’invettiva” di Saviano. Sul Corriere di Caserta è stata anche pubblicata una lettera anonima che segnalava il presunto responsabile, un prete di Casapesenna, di una soffiata ai carabinieri circa la presenza di Michele Zagaria, boss reggente dei casalesi latitante da dieci anni. Intanto, con una lettera ufficiale indirizzata al direttore della Gazzetta di Caserta, il capo dei casalesi, condannato all’ergastolo all’interno del processo Spartacus, dichiara di non considerare più il Corriere di Caserta un giornale affidabile e di prescegliere la Gazzetta di Caserta, a cui consiglia di comportarsi bene per evitare di perdere la sua fiducia. La Gazzetta di Caserta è stata fondata e diretta da Pasquale Clemente, solo omonimo del fratello di Maurizio Clemente. Già fondatore nel 1995 del Corriere di Caserta, Pasquale Clemente, passato quindi alla concorrenza, quotidianamente cerca di fare concorrenza al Corriere di Caserta sul numero di copie vendute con un giornale edito dall’imprenditore Gaetano Peluso. Corriere e Gazzetta di Caserta prediligono le notizie di cronaca nera e spesso può capitare di imbattersi in articoli che raccontano della vita mondana dei boss, dei loro amori, delle loro passioni. Il linguaggio utilizzato è comprensibile solo a chi già conosce bene le logiche dei clan. Non è un caso che il giorno dopo ogni fatto di cronaca rilevante le copie di questi quotidiani si esauriscono nel giro di poche ore, non sono in pochi ad essere abbonati a questi giornali, perché in grado di fornire notizie che agli altri quotidiani non arrivano. Difficilmente danno spazio ai giornalisti per approfondire e commentare un fatto di cronaca, le riflessioni non trovano spazio su questo tipo di carta stampata. Il più delle volte si limitano a fare lunghe liste degli ultimi arrestati, elencando le varie operazioni delle forze dell’ordine. Cerca di fare eco Il Mattino di Caserta diretto da Gianni Molinari che il più delle volte batte la spietata concorrenza. Questo però è un dato da analizzare, in quanto il quotidiano di Caltagirone, pur essendo il terzo polo editoriale d’Italia, attraverso soprattutto le sue due testate storiche del Messaggero e del Mattino, e la principale azienda del settore in Campania, è in vendita a metà prezzo, cinquanta centesimi. In provincia chiude il circuito dei quotidiani cartacei il nascente Buongiorno Caserta dell’odonto-editore Pasquale Piccirillo, già editore del circuito televisivo Lunaset, che è subentrato a Il Giornale di Caserta, augurando la buonanotte al direttore Giuseppe Venditto e a quaranta collaboratori e redattori esterni, dato forse l’andazzo delle vendite. La nuova iniziativa editoriale della società Dossier News si è presentata ponendosi come obiettivo quello di garantire un’informazione capillare sulle problematiche che interessano la provincia, partendo dal giornalismo d’inchiesta. Ci prova con un nuovo direttore, Franco Genzale, ed un quotidiano, Buongiorno Caserta, in distribuzione con un quotidiano regionale di recente nascita, Buongiorno Campania. Si sta tentando di fare breccia adottando la stessa politica del Mattino, cinquanta centesimi anche in questo caso. Non ha una redazione in provincia, ma si occupa del casertano, anche il Corriere del Mezzogiorno, testata di proprietà del gruppo RCS Quotidiani, gruppo editoriale che ingloba le edizioni locali appartenenti al Corriere della Sera, edite dalla Editoriale del Mezzogiorno. Diretto da Marco Demarco, con la sua sotto-edizione Caserta e Campania, l’altra è appunto Napoli e Campania, il Corriere del Mezzogiorno apre un occhio sulla nostra provincia. Non in ultimo, anche se sporadicamente, si occupa di questioni inerenti il casertano l’edizione napoletana di Repubblica, quindi Gruppo Editoriale L’Espresso, diretta da Giustino Fabrizio. I mezzi d’informazione in una democrazia hanno un ruolo fondamentale se usati correttamente, la sensazione in provincia di Caserta è che questo non sempre avvenga, nonostante all’interno delle redazioni dei giornali vi siano numerosi giornalisti in gamba che, pur sfruttati da un sistema, quello dell’editoria, che non funziona, cercano di fare il proprio lavoro egregiamente. Fortunatamente non sono poche le esperienze editoriali, soprattutto tra i periodici, quindicinali e mensili, che, anche se non sempre premiate dal numero dei lettori e in alcuni casi con pochi mezzi, tentano di imboccare la giusta direzione.
* Dossier sull’informazione parzialmente pubblicato sul numero di Febbraio 2008 del mensile campano Fresco di Stampa



























































Ottima rassegna critica , seppur manchi un morto giovane
Ciao Angelo, grazie a te che sei della materia!
Anche se ho scritto dei vivi, è doveroso il tuo link
Salvo emergenze dell’ultimo minuto, questo pezzo sarà sul numero di Aprile di Narcomafie, mensile di informazione, analisi e documentazione del Gruppo Abele, in uscita la prossima settimana.
Ecco un’anteprima del pezzo a mia firma pubblicato anche sul numero di Narcomafie di questo mese:
http://www.narcomafie.it/articoli_2008/art4_4_2008.htm