Antonio Bassolino è stato rinviato a giudizio per la vicenda dei rifiuti di Napoli. Il Gip Marcello Piscopo ha accolto le richieste che la procura ha avanzato nei confronti del governatore della Campania e dei vertici Impregilo.
La Regione, che si presenta come parte offesa, ha chiesto il congelamento di tutti i beni personali dei ventotto imputaati.
Le accuse per la “malamonnezza” vanno dalla truffa alla frode in pubbliche forniture, dal falso all’abuso d’ufficio. Secondo gli inquirenti Impregilo sapeva che le ecoballe prodotte non erano a norma e quindi era consapevole di non poter rispettare i tempi.
Mentre le colpe di Bassolino sarebbero di “complicità e connivenza”, non avrebbe mai esercitato il potere di controllo. I difensori del governatore parlano di “processo politico. Le sedute a tappe forzate non hanno consentito il minimo contraddittorio”.
Nessun commento da parte dell’interessato, che è difeso dal neo assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi “Oggi Bassolino è debole e la magistratura gli sta dando la caccia, ancora una volta i giudici fanno politica. Ho visto il governatore, è sereno benchè amareggiato. Ma non si dimetterà”.
Per il Pd è comunque una tegola imbarazzante, non ci sono note ufficiali, ma uno dei più stretti collaboratori di Veltroni, il senatore Giorgio Tonini è esplicito “Un passo indietro di Bassolino sarebbe in questo momento apprezzabile”.



























































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