Un documento di 60 pagine letto lo scorso 13 marzo in aula dagli avvocati dei boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine (latitante da dodici anni) durante il processo “Spartacus” contro la camorra casertana, oltre che la richiesta dello spostamento del processo a Roma, ha contenuti minacciosi nei confronti della cronista de Il Mattino della redazione di Caserta Rosaria Capacchione, del pm Raffaele Cantone e dello scrittore Roberto Saviano.
L’Unione nazionale cronisti condanna ”l’inquietante episodio” e “il pesante e intimidatorio attacco a una cronista che da anni segue le vicende della criminalità organizzata in Terra di Lavoro, al magistrato e allo scrittore”. ”Sono persone che hanno colpito nel segno e quindi la camorra reagisce”, incalza il cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe.
Paolo Esposito



























































Un camorrista è un individuo che soffre di onnipotenza, tipica malattia di chi è posseduto dal Male più nero. E’ una persona che ha utilizzato solo la parte peggiore dell’umanità, che saccheggia, stupra, deruba, depreda.
Un camorrista è uno che dice “così è la vita” per sottomettere al proprio potere quante più persone possibili.
Quando ha sotto di sè intere regioni, allora cerca quelle accanto, in una spasmodica mira espansionistica. In realtà non conoscerà mai la vita poichè è tutto intento ad accumulare ricchezze e ad affermare un potere, che poi cederà al prossimo camorrista.
Ma potevo anche dire “mafioso” o “‘ndrangheta” o “Impero Romano” o “Gengis Khan”. La storia si ripete.