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E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e al tempo stesso di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. E' una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea - l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi alla mia professione. (Tiziano Terzani) ________________________ Ad un ragazzo che vuol fare questo mestiere direi: fallo proprio se lo ritieni necessario. Si pensi: una volta si diceva la vocazione. È forse un termine che sa un po’ di mistico, di voti per la vita. Fallo proprio se credi che questo sia il tuo lavoro. E allora se è questa la tua aspirazione, non c’è nulla di meglio. L’illusione di mettere una virgola nel grande romanzo che si scrive ogni giorno, con una tua parola. Orgoglio, vanità? Quando abbiamo incominciato noi, l’obbiettivo era diventare una firma. Adesso forse è più importante diventare una faccia, è più facile. Credo che poi sia sempre essenziale possedere una testa. (Enzo Biagi)
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UNA DISCUSSIONE SERENA SULLA PROVINCIA DI NAPOLI TRA RITARDI E POSSIBILITÀ DI SVILUPPO
Aprile 19, 2008 di Paolo Esposito
di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco
Nelle polemiche del dopo voto non poteva mancare il richiamo alla Amministrazione provinciale di Napoli, che negli ultimi mesi ha brillato per la sua assenza.
Dopo anni di forte impegno e di qualificata presenza, a molti, la Provincia è sembrato ritornare a quel ruolo dimesso e poco visibile, che era uno stile all’inizio degli anni ’90.
Certo, il presenzialismo del Presidente Di Palma ha portato alla citazione della Amministrazione provinciale in tutte le occasioni pubbliche.
Ma sono rimasti molto pochi gli accenni al lavoro innovativo ed ai risultati raggiunti. Anzi, quando l’emergenza rifiuti si è evidenziata in tutta la sua gravità, la Provincia che ha responsabilità notevoli in campo ambientale è scomparsa dalla scena, mentre la grande parte dei Comuni del territorio provinciale erano in condizioni difficili.
Certo, ricordiamo bene le immagini della Provincia di Napoli pieni di cumuli di spazzatura dove la disperazione degli amministratori e dei cittadini ha portato ad estreme denunce.
La Amministrazione Provinciale ha fatto tutto il suo dovere? Qualche cosa in più si poteva e forse si doveva fare! In queste condizioni vale poco trincerarsi dietro le competenze dell’Ente, che non erano direttamente interessate ad intervenire nel merito della emergenza, servono solo ad attrezzare delle giustificazioni difficili da capire da parte dei cittadini.
Sarebbe un errore leggere il voto amministrativo in Provincia di Napoli solo come una protesta per l’emergenza rifiuti. Infatti a Benevento, Aniello Cimitile, proposto dal PD e non sostenuto da tutta la vecchia coalizione di centro sinistra ha riportato un risultato eccezionale per il clima in cui è maturato.
I cittadini di Benevento hanno apprezzato la capacità di innovazione e di organizzazione del territorio per lo sviluppo che il centro sinistra ha saputo costruire nel Sannio; ad ulteriore dimostrazione che i cittadini sanno valutare i propri politici.
E’ indubbio che in Provincia di Napoli il tasso di occupazione per la prima volta da molti anni è sceso al di sotto del 50% della popolazione attiva e questo dato è più significativo per definire la qualità della crescita nei nostri territori.
L’altro elemento che deve far riflettere sulla azione della Amministrazione Provinciale è stato l’abbandono del progetto della città metropolitana, unica vera innovazione amministrativa da dover compiere per il bene dei nostri territori, questo ha comportato l’approvazione di un Piano Territoriale di Coordinamento senza nessuna anima, senza una missione di sviluppo, in cui l’unica novità è la possibile costruzione di 80.000 vani nella periferia dell’area metropolitana, costretta ancora una volta tra speculazione edilizia e mancanza di funzioni e senza rispettare le indicazioni del Piano Regionale Territoriale : Il Policentrismo.
In questo contesto, aprire un dibattito sul ruolo della Provincia e su quanto è possibile recuperare velocemente prima che tra un anno si ritorni a votare per l’Amministrazione Provinciale e per molti Comuni dell’area metropolitana, ci sembra un atto dovuto. Le difese di ufficio non servono a niente di fronte ai richiami concreti dei cittadini.
Attivare da subito un lavoro politico di elaborazione e di nuova progettualità per il rilancio della iniziativa politica della provincia di Napoli è un compito ineludibile del partito Democratico a cui spetterà il compito di guidare la riscossa politica della coalizione di centro sinistra a Napoli ed in Campania.
Pubblicato in Attualità, Economia, Editoriali & Commenti, Politica | Ancora nessun commento.
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