Di Luigi Intelligenza
…A distanza di più di un anno il fenomeno Saviano ha fatto conoscere al mondo intero la magnifica “Terra Di Lavoro” e lo splendido “AgroAversano”, oramai anche in Iraq sanno che stanno meglio di noi e credo che anche a loro non importi più un fico secco di dove si nasconda Bin Laden o se sia ancora vivo… ma come tutta la nazione italica abbiano iniziato a giocare al “Totocasalesi” nella speranza di azzeccare l´ubicazione dei bunker segreti in cui si rifugiano i boss casalesi.
Direi di darci un taglio, cosa ne dite? Basta…! Per quanto mi riguarda ne ho le palle piene. Annozero, Matrix e i vari programmi televisivi hanno fatto buoni ascolti, la Mondadori ha portato avanti un bellissimo progetto finanziario, Saviano si è affermato come scrittore e noi? A noi cosa resta?
L´omertà che del “triangolo delle bermude” ( intendo le famosissime metropoli Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano) non è scomparsa, ma, anzi, si è compattata a formare un muro impenetrabile di indifferenza, la mafia continua ad esistere, la gente continua a morire per i tumori causati dalle varie discariche di rifiuti tossici scavate nelle nostre terre e noi…bè…noi subiamo passivamente tutto questo.
Prima di continuare premetto che tutto il polverone sollevato dal fenomeno Gomorra ci voleva ed è stato giustissimo anche se noi della zona non avevamo bisogno né di un libro né di un profeta per sapere di ciò che accade a casa nostra… era ed è una verità conosciuta dal più giovane abitante della Campania al più anziano, detto questo posso dire solo ed esclusivamente una cosa che la ferita provocata dai fenomeni mafiosi non sta guarendo, ma, anzi, sanguina dolorosamente e sapete perché? Perché se prima noi non avevamo voce oggi non abbiamo nemmeno un’identità.
Volete sapere chi intendo per noi? Potrei dire la solita frase fatta “del lavoratore che si sveglia alla mattina alle sei per andare a lavoro” ( ma anche il mafioso talvolta si sveglia alle sei per delinquere), “l´onesto rinnegato ai margini della nostra bella società”, ma no! Per noi intendo anche giovani e meno giovani che fanno arte e cultura e si dedicano al sociale, credo siamo stai proprio noi a subire i danni maggiori di tutta questa indignazione nazionale.
Il motivo è semplice.
Se vengono a Casale i media non vanno dalle associazioni culturali a dire:
<<Italia, guarda un po´ chi c´è dietro questo sacchetto di immondizia>>
…ma vanno dalle mogli dei pentiti che si pentono (scusate il bisticcio di parole) di aver vissuto per anni nello sfarzo e nel lusso generato dal sangue e dalla morte, di aver mangiato cibo contaminato dal reato e di aver sentito sulla propria pelle l´inebriante ed effimera sensazione della potere…
Ma tutto ciò è normale, le firstlady dei casalesi fanno ascolti e noi ( mi ci metto pure io se non lo avete capito ancora)…che pubblichiamo libri e dischi a nostre spese, che investiamo in prima persona in giornali indipendenti e in manifestazioni sociali, a noi chi ci deve dare un po´ di visibilità?
Non è forse dei media il compito di informare?
Sembra di no… e quindi sfrutto al massimo la disponibilità degli amici di Caffènews per farmi capo (auto-eleggendomi ) di coloro che non hanno alcun riscontro dei progetti che quotidianamente realizzano per dire all´Italia intera: “Guardate bene, aprite occhi e orecchie, giù da noi la mafia è cosa vecchia e se si vuole estirparla gli addetti ai lavori sanno bene come fare”, ma la novità siamo noi che a diciottanni ci improvvisiamo scrittori, giornalisti, politici e musicisti e crediamo in qualcosa, abbiamo voglia di realizzare speriamo e facciamo di tutto per rendere la Campania e il sud in generale un luogo adatto in cui vivere in questi anni duemila. E se ci si vuole proprio aiutare rilanciate noi, fateci conoscere a tutta la Nazione, perché in fin dei conti la mafia omertosa di questo ha paura… delle menti pensanti che dicono no! E non si conformano agli abituali criteri ideologici del territorio… hanno paura del germe della conoscenza, perchè è questo il vero potere.
Detto ciò concludo questo breve sfogo… perché in partenza era soprattutto uno sfogo personale, ma credo che queste parole siano e rappresentino i pensieri di molti e se mi sbaglio fatemelo sapere…
Confezionate per amici, conoscenti, familiari, e chi più ne ha più ne metta, lettere, cartoline, canzoni, video, immagini. Date sfogo alla vostra fantasia, non importa quanto sia grande il vostro regalo, ma quanto sia bello e originale! Inviate poi i vostri regali ben incartati a caffenews@libero.it entro il 23 Dicembre. Provvederemo noi a pubblicarli tutti tra la sera della vigilia e il giorno di Natale...



































































A te ti devono portare in Iraq,mentre leggevo immaginavo la tua voce orribile che urlava…ahahah,bel articolo,conoscendori direi che e’ molto moderato..