Di Claudia Ruggiero
Da circa trent’anni a questa parte, i nuovi sistemi di comunicazione tecnologici, quali, Internet, TV, radio, hanno radicalmente cambiato il nostro modo di pensare e di accedere all’informazione; un’informazione divenuta rapida, fulminea, accompagnata da immagini, musica, video, commenti, un’informazione circolante in Internet ed internazionalmente accessibile a tutti.
A soffrirne, sono stati inevitabilmente i sistemi tradizionali che registrano un calo delle vendite di quotidiani, libri, riviste, cd musicali e dvd cinematografici; le generazioni degli ultimi anni crescono dunque, con pochi libri, poco cinema e molti video, sostitutivi musicali e surrogati culturali di ogni genere.
I dati che riguardano l’utilizzo di Internet parlano chiaro: il 59% dei giovani usufruisce del portale per scaricare una canzone, il 54% cd di musica e il 45% e 44%, rispettivamente video musicali e filmati.(da “La Repubblica” 27 Aprile 2007)
La nuova tecnologia è diventata, in particolare, la prima nemica della carta stampata che dà battaglia da oltre cinquant’anni al piccolo schermo e, da poco più di un decennio, al sistema della rete. Come argomenta un articolo, pubblicato l’01 Settembre su “Internazionale”, ormai tutti leggono le notizie su Internet e sempre meno persone comprano i quotidiani; un fatto, questo, che interessa il lavoro di migliaia di giornalisti di tutto il pianeta, preoccupati per l’avvenire, per nulla roseo, della carta stampata.
Il futuro dell’informazione cartacea è minacciato da sistemi televisivi ed “on-line”, i quali, attraverso la comunicazione visiva, hanno il vantaggio di produrre informazioni immediate e coinvolgenti, poiché quasi sempre accompagnate da illustrazioni, video e musica che offrono un impatto emotivamente molto forte.
E’ necessario notare, inoltre, come, a differenza dei quotidiani, i telegiornali, ad esempio, utilizzano una lingua adattata ai ritmi televisivi, vale a dire, ricca di neologismi, termini stranieri, “slogan” e frasi a d effetto che richiamano , in modo esplicito, l’attenzione dello spettatore.
Per quanto riguarda Internet, un sito italiano di informazione “on-line”, come “caffenews”, conta, ad esempio, fino a 5000 visitatori al giorno, i quali possono usufruire di immagini, “video–interviste” e di un utile sistema di ricerca che permette di identificare in pochi secondi, le “pagine web” dedicate all’informazione scelta.
Il nuovo sistema “on-line” sembra diventato, quindi, l’invincibile nemico del tradizionale sistema di informazione e si ritorna, inevitabilmente, all’eterna questione, ossia l’evoluzione tecnologico-elettronica a scapito dei vecchi, cari, sistemi tradizionali.
Si lancia l’allarme.



























































Complimenti Claudia! Per chi non lo sapesse questo pezzo è un riadattamento da un suo compito in classe, ci fa piacere sapere che adesso anche il tuo Prof. di Italiano saprà di CaffèNews, visto che lo hai citato. Ah, in bocca al lupo per l’Esame di Maturità!
Ricordiamo che Claudia, con un suo articolo pubblicato su queste pagine lo scorso 7 Febbraio dal titolo “Il tempo dei gitani, un viaggio di dolore nella miseria dell’identità perduta”, ha vinto il premio per la migliore recensione nell’ambito del Progetto Cineforum 2007/2008. Al link di seguito la recensione con cui si è aggiudicata il premio: http://caffenews.wordpress.com/2008/02/07/il-tempo-dei-gitani-un-viaggio-di-dolore-nella-miseria-dell%e2%80%99identita-perduta/
Bell’articolo!
complimenti anche da parte mia…..
Centra veraente il problema….
ormai internet è diventato un mezzo indispensabile…..
ovviamente ci sono i pro e i contro come in tutto…..
mha….
per fortuna che esiste……
però io i quotidiani come “La Gazzetta di Modena” o “L’informazione” mi piace leggerli su carta!!! ANCORA!!!!
Marianna
COmplimenti pe rl’articolo.
A dir eil vero non sarei così allarmista.
Quando ero adolescente era il periodo dei walkman.. sapete cosa sono? dei mangianastri portatili a pile con le cuffie. Ci fu una walkman mania!
Persone che andavano ovunque col wolkman (come accade oggi con Ipod).
Molti giornali, riviste, esperti, ripetevano “Nel 200 saremo tutti sordi”.
MI pare ch ad oggi non c’è stata questa catastrofe preannunciata.
Allo stesso modo credo ch ela carta stampata è un mezzo diverso dalla Rete, avrà sempre dinamiche di fruizione e pubblico differente.
Anch eio sbircio molte notizie online, non per questo rinucio al piacere dell’approfondimento.
Forse è proprio questo che manca ad una certa generazione…