Di Paolo Esposito (Dal numero di Giugno 2008 della rivista Fresco di Stampa)
Il Settore Aerospaziale è un settore ad elevata tecnologia. La disponibilità di tecnologie avanzate e la capacità di svilupparle con continuità è considerata in ogni Paese il requisito base per la crescita. E’ proprio per rispondere a quest’esigenza che a Capua, nel luglio del 1984, fu costituito il C.I.R.A. (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali). Allo sviluppo di competenze in diversi settori avanzati, quali ad esempio i sistemi di volo, l’aerotermodinamica, le strutture e i materiali, in questa cittadina della scienza si sono affiancate nel corso degli anni l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di impianti di test unici al mondo. L’ultimo in elenco è il programma USV (Unmanned Space Vehicles), il primo laboratorio volante aerospaziale italiano senza pilota per il volo ipersonico ed il rientro dallo spazio. “Il programma – ha esordito l’Ing. Gennaro Russo, responsabile del programma USV del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali – è un insieme di progetti composto da una parte tecnologica, che si occupa dello studio dell’aerotermodinamica e dei sistemi di guida e navigazione, e da un laboratorio volante, che ha visto già la realizzazione di due unità, denominate rispettivamente Castore e Polluce”. Rispetto agli attuali velivoli spaziali, come lo Space Shuttle, le capacità operative del cosiddetto aerospazioplano sono più simili a quelle della moderna aviazione civile. In particolare, il velivolo viene sganciato da un pallone stratosferico ad un’altezza compresa tra 20 e 35 chilometri. Infine, dopo opportune manovre e rilevamenti sperimentali, la velocità viene ridotta da un sistema di paracadute che consente al laboratorio di ammarare con successivo recupero. Il programma USV consiste nell’esecuzione di una serie di missioni di volo di complessità crescente, allo scopo di raggiungere gradualmente una piena capacità di rientro, utilizzando vari laboratori volanti. “Vogliamo dimostrare – ha continuato Russo – che è possibile fare rientro dall’orbita in atmosfera, ma per fare ciò stiamo cercando di avvicinare sempre più l’aeronautica civile allo spazio. Occorre che questi velivoli siano simili ad aerei, quindi in grado di volare durante la fase di rientro dall’orbita”. Un altro punto importante è che con USV si dota l’Italia della gestione completa di un laboratorio volante complesso, una sperimentazione di questo genere è avvenuta solo una volta in Svezia ad opera dei giapponesi. Non in ultimo, lo scopo di questi lanci è anche quello di acquisire dati fondamentali in vista della progettazione e analisi dei futuri velivoli spaziali senza pilota che in un futuro immediato possano compiere voli da un oceano all’altro, a velocità ipersonica, riducendo rischi e tempi di trasporto sulla strada. Si prevede che nel 2030 la quasi totalità del traffico merci e la metà del traffico passeggeri avverrà con velivoli senza pilota. Il 24 febbraio 2007 dall’aeroporto civile di Tortolì, in Sardegna, si è svolto il primo lancio della missione. Il volo, eseguito dall’unità Castore, è durato poco meno di due ore: un pallone stratosferico si è levato in cielo portando il laboratorio volante ad una quota di 20 chilometri; verificate le condizioni operative e di sicurezza, è stato poi inviato il comando di sgancio dalla stazione di controllo e il velivolo ha cominciato il volo accelerando per gravità. La missione si è conclusa con l’ammaraggio del velivolo nella zona del Mar Tirreno. E’ stata invece rinviata ad ottobre di quest’anno la seconda missione del laboratorio volante, quella di Polluce. Il 20 aprile le previsioni meteorologiche avevano fatto ben sperare, tanto da indurre i tecnici ad avviare il count-down di 72 ore, che avrebbe consentito il 23 aprile di lanciare il velivolo per eseguire nel corso dell’operazione le complesse manovre programmate. Purtroppo però l’evoluzione complessiva meteorologica e l’aggiornamento delle previsioni delle condizioni dei venti non sono state favorevoli, costringendo il team a bloccare il count-down alle ore 16
del 21 aprile, a 40 ore dal lancio. L’obiettivo del Cira è comunque quello di effettuare la seconda missione nel corso della prossima finestra di lancio che si aprirà ad ottobre 2008. “Attività di questo genere – ha dichiarato l’Ing. Russo – sono merito del Senatore Sergio Vetrella, fino allo scorso Aprile alla presidenza del Cira. Ci auguriamo però che questo tipo di programmi possano ricevere ancora più attenzione, sia a livello regionale che nazionale”.
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