Di Antonio Sidari
In questi giorni mi sono venuti in mente i bellissimi film che ho visto
ultimamente “Biutiful Cauntri” e “Gomorra”, oltre chiaramente al libro di
Saviano che rende ancora meglio del film; mi sono venuti in mente l´ultima
frase della canzone “Cappotto di legno” degli Almamegretta: “E se si alza
una mano si alzano tutte quante e adesso sparateci a tutti”… e un verso
della canzone di Federico Salvatore “Se io fossi San Gennaro” quando
recita: “E´ perciò che mi accaloro coi politici nascosti perché solamente
loro sono i veri camorristi a cui Napoli da sempre ha pagato la tangente e
qualcuno l´ha incassata con il sangue della gente”. Mi è venuto in mente il
“Monnezza Day” del febbraio scorso di Beppe Grillo nel quale ci chiede
scusa per tutto quello che succede in Campania e ci dice che tutta
l´emergenza rifiuti in Campania è stata progettata a tavolino dalle imprese
del Nord e che il nostro popolo ha perso la dignità e ci suggerisce di
diventare uno stato indipendente come è successo in Cossovo e ci ammonisce
per aver permesso tutto questo a danno dei nostri figli e delle future
generazioni la cui salute è gravemente compromessa. Insomma in questi
ultimi giorni mi sono venuti in mente tutti questi flash uniti alle
considerazioni della gente dell´Emilia-Romagna dove vivo e lavoro e che
puntualmente mi dicono le stesse cose e cioè che sono dispiaciuti per tutto
quello che succede a Napoli anche per colpa del Nord, ma puntualizzano e
puntano il dito sulla gente comune, ed è questa la cosa che più di tutte mi
sconcerta…perché è l´unica verità plausibile nel senso che nessun emiliano
o romagnolo comune avrebbe permesso tutto questo, si sarebbero battuti fino
alla morte per la salute dei propri figli e delle future generazioni e sono
sicuro che in Emilia-Romagna avrebbero fatto una vera e propria “
Rivoluzione”. Quello che però i miei concittadini emiliani che mi hanno
adottato non sanno è che in epoche lontane i napoletani erano proprio così
cioè gente che ha lottato contro le ingiustizie e le oppressioni , infatti,
Napoli fu la prima, tra le grandi città italiane, ad insorgere contro
l’occupazione nazista. E infatti è tra le città decorate al valor militare
per la guerra di liberazione; è stata infatti insignita della medaglia
d’oro al valor militare per i sacrifici della popolazione e per le attività
nella lotta partigiana durante la rivolta detta delle Quattro giornate di
Napoli. La targa recita così : «Con superbo slancio patriottico sapeva
ritrovare, in mezzo al lutto ed alle rovine, la forza per cacciare dal
suolo partenopeo le soldatesche germaniche sfidandone la feroce disumana
rappresaglia. Impegnata un’impari lotta col secolare nemico offriva alla
Patria, nelle “Quattro Giornate” di fine settembre 1943, numerosi eletti
figli. Col suo glorioso esempio additava a tutti gli Italiani, la via verso
la libertà, la giustizia, la salvezza della Patria.» Senza contare 350 anni
prima la rivoluzione condotta da Masaniello contro l´oppressore spagnolo di
cui qualche giorno fa ho ricordato con un articolo le eroiche gesta.
Quindi la storia ci rende onore, ma ormai l´abbiamo dimenticata tutti ed è
per questo che sopportiamo in silenzio tutto con un apatia e una
rassegnazione indegna per un popolo come il nostro. Si è vero abbiamo i
nostri Saviano, Almamegretta, Salvatore, Grillo che lanciano dei moniti al
mondo intero ma fino a quando resteranno dei libri, delle pellicole o delle
canzoni saranno solo uno spot fine a se stesso di una Napoli che gira il
mondo grazie a loro, ma che verrà sempre additata come una città dove la
popolazione si è dimenticata che per ottenere le cose bisogna lottare fino
alla morte come è già successo. I nomi che elencherò forse per molti non
dicono nulla, ma sono la testimonianza di come un popolo dovrebbe amare e
difendere la propria città anche a costo della vita. Se queste persone
fossero ancora vive probabilmente si chiederebbero perché il popolo
napoletano ha permesso che lo Stato e la Camorra riducesse in fin di vita
la propria amata città e questo me lo chiedo anch´io tutti i santi giorni,
ma ormai non so più darmi una risposta, vive ormai in me solo il ricordo di
quei napoletani che Napoli l´amavano davvero al punto di morire per lei e
di quei napoletani nessuno più si ricorda. Rispolveriamo i ricordi e “insorgiamo” come fecero loro:
Medaglie d’Oro (alla memoria) :
Gennaro Capuozzo (12 anni)
Filippo Illuminati (13 anni)
Pasquale Formisano (17 anni)
Mario Menechini (18 anni)
Medaglie d’Argento :
Giuseppe Maenza (alla memoria)
Giacomo Lettieri (alla memoria)
Antonino Tarsia in Curia
Stefano Fadda
Ezio Murolo
Giuseppe Sances
Francesco Pintore
Medaglie di Bronzo :
Maddalena Cerasuolo
Domenico Scognamiglio
Ciro Vasaturo
Napoli – Rivoluzione, sarebbe ora di farla sul serio
Luglio 8, 2008 di Paolo Esposito



























































QUESTO ARTICOLO è STATO SCELTO PER LA PUNTATA DI POST-IT DEL 9 LUGLIO.. in diretta alle 19 su c6.tv (la registrazione la troverete poi su c6postit.blogspot )
Grazie per l’interessante articolo.
Aspettiamo tuoi appunti e segnalazioni su altri articoli interessanti.!
Complimentissimi Antonio! Ho avuto modo di seguire la diretta della web-tv di Milano e ti hanno fatto un’ottima presentazione, sempre onorati di averti su queste pagine
Ringraziamo la redazione per averci scovato
Grazie Paolo della fiducia e dei complimenti anche se vorrei che le parole che scrivo arrivassero al cuore dei napoletani affinchè le cose cambino in fretta. Ma almeno mi resta qualche piccolo riconoscimento che soddisfa in parte la mia volontà di far cambiare le cose nella mia città natale. Non sono riuscito a seguire la diretta della web-tv di Milano e la loro presentazione nei miei confronti non è che tu riesci a copiarmela e a mandarmela per e.mail? Giusto per la curiosità. Se puoi grazie e alla prossima. Anto.
Il video della puntata sarà pubblicato nel post al link di seguito quanto prima: http://c6postit.blogspot.com/2008/07/9-luglio-2008.html
Bisognerà tenerlo d’occhio
Ci sentiamo, salutami il resto della famigliola
Caro Antonio, vvo anch’io in Emilia e ti posso dire che la gente che ragiona in modo così pressapochista è lontana dal conoscere minimamente i problemi di cui discute, la loro unaca fonte di informazione sono la televisione ed i vari quotidiani nazionali.
Hanno riempito l’Emilia Romagna di inceneritori avvelenando tutti i giorni gli abitanti e nessuno ha mosso un dito, poi ci vengono a raccontare cosa noi dovremmo fare per mettere le cose a posto. La verità è che in Campania la gente è ancora viva è lo hanno dimostrato le manifestazioni fatte da migliaia e migliaia di persone normali scese in strada per protestare. La rivoluzione è anche quella, solo che a costoro, il nostro caro presidente Napolitano (che di napoletano ha solo il nome!) non darà mai una medaglia al valore.
Caro Marco Fortunato è vero forse in Emilia-Romagna non hanno alzato un dito sugli inceneritori, ma è innegabile che se io e te siamo venuti a vivere in Emilia-Romagna non è solo per lavoro ma anche e soprattutto perchè in Emilia-Romagna c’è un grado di vivibilità e di viver civile che al sud ci sognamo!Per quanto riguarda il discorso della gente che in Campania è ancora viva ho dei leggeri dubbi perchè se da più di 15 anni abbiamo votato gli stessi ladri e ci siamo fatti riempire le nostre campagne di rifiuti tossici del Nord, senza per decenni alzare un dito nonostante in tanti sapevano, bè non paragonerei minimamente le manifestazioni di protesta con le rivoluzioni di cui parlo nell’articolo e tantomeno parlerei al posto tuo di medaglie al valore a gente che c’ha messo 15 anni per svegliarsi e ora come ora forse è anche troppo tardi! Una cosa è certa l’Emilia-Romagna con o senza inceneritori non ha fatto il giro del mondo sulle tv e su internet per la monnezza nelle strade e anzi ti dirò di più riescono ogni anni a far parlare bene di località di merda come Rimini, Riccione, Cattolica e un pò tutta la Riviera Adriatica come se fosse Capri, Ischia la Costiera Amalfitana, la Puglia, La Sicilia, La Sardegna…addirittura non so se lo sai organizzano dei pacchetti del tipo che vanno a prendersi con dei mega pullman turistici gli stranieri dalla Germania, dall’Inghilterra direttamente a casa loro per portarli a prezzi stracciati a farsi le vacanze in un mare che è una cloaca a cielo aperto! Cioè non hanno un cazzo ma da decenni hanno fatto del turismo una vera e propria industria, quello che noi salvo qualche eccezione non siamo riusciti a fare…Napoli e tutta la Campania non avrebbe bisogno di industrie potrebbe campare tutto l’anno solo di turismo e i giovani napoletani non dovrebbero emigrare per trovare lavoro altrove come puntualmente continua a succedere. E tu vorresti anche dare delle medaglie! Nel 43 quei giovani c’hanno liberato dall’oppressione nazista e sono morti per questo; ai nostri giorni sono decenni che ci opprimono con la disoccupazione, la Camorra, le Istituzioni e i Politici ladri, ma nessuno si è ancora armato per riprendersi la città e farne un luogo vivibile e civile…ognuno pensa per se almeno fino ad oggi…ma sai il detto la speranza è l’ultima a morire funziona sempre…peccato solo che siamo nel 2008 e parliamo ancora di rifiuti e raccolta differenziata! Un saluto da chi ama Napoli, ma che non può e non deve far finta di dire le cose come veramente stanno! A presto Antonio.
Ciao Antonio, complimenti per l’articolo….io sono Napoletano come te e condivido le tue idee.
Ormai e’ da tempo che mi sento un codardo per aver lasciato la mia citta’ nelle mani di un governo che non ci appartiene.
Io sono pronto a morire per la mia citta’…
se vuoi questa rivoluzione la possiamo iniziare insieme.
Maurizio
X Maurizio
Grazie per l’articolo. Solo che io non mi ritengo un codardo, i codardi sono quelli che decidendo spontaneamente di rimanere nella propria città di nascita non fanno nulla per migliorarla e per portarla tra le città più importanti d’Italia.
Il mio articolo è solo un monito per chi ci vive e patisce a Napoli, io mi sono battuto fino all’età di 30′ anni per non partire con la speranza che le cose potessero cambiare definitivamente per il meglio, dopo però non ce l’ho fatta più e senza conoscere neppure un cane, sono partito con pochi soldi in tasca e una panda, per cercar lavoro in un posto più vivibile e civile. Anche se ho sempre Napoli nel cuore perchè ho lasciato amici d’infanzia e parenti e anche se almeno un paio di volte all’anno scendo giù per qualche giorno, ormai la mia vita è qui in Emilia-Romagna e la mia battaglia la faccio tutti i giorni qui per migliorarmi e migliorare in una regione che fino a prova contraria a tutte le carte in regola per farlo a differenza della Campania. Per “insorgere” come fecero quegli eroi di cui ho ricordato i nomi, oggi, bisognerebbe che i napoletani amassero la propria città e se la riprendessero…ma purtroppo sono davvero pochi quelli come me e te che l’amano profondamente.
Grazie comunque per il tuo commento e per la voglia che ancora ti pervade di fare Rivoluzione!
Antonio.
Sono approdata a questo artilcolo perché sto preparando una ricerca sulle quattro giornate di Napoli. Sono napoletana e come te credo che il popolo napoletano si sia arreso a tante cose che non funzionano, ma anche io come te non vivo più a Napoli e forse per questo sono critica su quello che non fa il mio popolo, ho molti amici a Napoli, impegnati in varie forme di attivismo ma con pochi risultati. Credo che lo sconforto sta nel fatto che il nemico oggi non sono gli Spagnoli nè i Tedeschi ma i nostri fratelli d’Italia, è più facile quando il nemico è uno straniero, ma quando è tuo fratello a pugnalarti non ci credi più alla giustizzia, non ci credi più nel” ò sistem”