Di Paolo Esposito
Un saluto a tutti e in particolare a Guglielmo (dal quale ho preso spunto per il titolo) che nei commenti di un post di CafféNews ha sollevato alcune importanti e non trascurabili questioni! Da quello che scrivi e se il buon fiuto non mente posso dire con certezza che tu vivi il territorio dell’agro aversano, non solo nel senso che ci abiti, ma nel senso che sai guardarti intorno, come anche gli altri che hanno commentato. Sia Marcello, sia Alfonso che tu avete sollevato una serie di constatazioni tutte condivisibili, solo che l’avete fatto sotto diversi profili. Marcello propone una forte mobilitazione per rendere largamente condivisa una cultura anticamorra. Su questo ho dei dubbi, riuscireste ad immaginarvele anche le più oneste famiglie di Casale scendere in strada con i propri figli al passare del corteo? Sarà che conosco i “miei” polli, ma direi proprio di no. Se da una parte è consistente il numero di coloro che, come giustamente dice Guglielmo, ripudiamo qualsiasi forma di rinnovamento sociale e che quindi si trincerebbero a casa, dall’altra molte delle famiglie che fanno eccezione, non solo a Casale ma in tutto il territorio, hanno raggiunto un livello così alto di rassegnazione e/o di autoconvincimento che così vanno le cose (forse perché non hanno mai guardato al di là del pollaio) che allo stesso modo non scenderebbero mai in piazza. I probabili componenti di un corteo organizzato dal basso sarebbero con ogni certezza quelle poche associazioni anticamorra dislocate sul territorio, i soliti politici locali (tanti) dei quali solo pochissimi in buona fede, e solo qualche famiglia più coscienziosa. Dobbiamo essere obiettivi, con una manifestazione del genere non potremmo far altro che contare i soliti volti, non ne vedremmo di nuovi. O meglio ne vedremmo tantissimi nuovi, ma non sarebbero di qui, perché una manifestazione del genere attirerebbe l’attenzione dei media nazionali e quindi di esponenti del mondo politico (dei quali pochi in buona fede) e culturale nazionale. Porterebbe a Casale una fiumana di gente da tutta Italia, ma facendo un raffronto pochissimi di quelli che scenderanno in piazza saranno del nostro popolo. Non riesco a convincermi del contrario, lo abbiamo già constatato in altre occasioni! Tutto questo anche perché per chi vive qui scendere per le strade, anche se implicitamente, significherebbe schierarsi pro Saviano ed è inutile girarci intorno, è alta la fetta di coloro che per diversi motivi non lo vedono di buon occhio, anche tra coloro che vorrebbero un cambiamento per questa terra. Per il bene di questa terra i media, che non sempre aiutano, dovrebbero a mio avviso iniziare a scollegare il binomio Saviano-Casalesi, per dare spazio a quello Legalità-Casalesi. A Saviano che ho conosciuto in tempi “non sospetti” va il merito di aver saputo sprovincializzare un fenomeno che ai più avrebbe fatto comodo che restasse locale. Punto! Il resto spetta a noi, agli altri… e spero di non essere frainteso, perché oggi fare un’osservazione che si discosti un pò dal semplice W Saviano agli occhi dei più equivale a dire “sei pro illegalità”. Guglielmo ha fatto un’osservazione importante, ha scritto che del personaggio Saviano se n’è parlato talmente tanto e male che ormai la gente si limita a fare il tifo per lui, come se stesse allo stadio. Ecco, a questa terra non serve il tifo, ma argomentare, dire sì e perché, non soltanto sì! Una manifestazione dal basso potrebbe essere la risposta a chi dall’alto vuole organizzare manifestazioni di facciata, a chi dall’alto organizza raccolte di firme, ai premi nobel che in questi giorni hanno scritto un documento al riguardo ma che, salvo Dario Fo, qui non ci hanno mai messo piede e poco sanno della nostra terra. Penso però che in un certo modo anche se si partisse dal basso inevitabilmente, complici i media, la paternità difficilmente verrebbe attribuita a chi vive il territorio. Però potrebbe essere un punto di partenza (come l’arrivo dell’esercito) se la mobilitazione avvenisse non per dire un semplice “no” alla camorra, ma per dire “voglio”, “chiedo”. E’ facile dire “no”, un pò più impegnativo fare pressioni sullo Stato per chiedere, come ha scritto Guglielmo, che la legge funzioni, che chi denunci non debba sentirsi in colpa e solo pur scortato. In una parola, Democrazia! Questa potrebbe essere un’intelligente risposta a quanti da Roma credono di venire qui per fare la loro comparsata per poi tornarsene tranquilli a casa. Sul fatto che, secondo qualcuno, si sia data un’immagine distorta della nostra realtà e dei sentimenti del popolo io aggiungo che, anche se è vero che i media solo raramente si sono messi alla ricerca del buono che non fa notizia, non possiamo nasconderci che, anche se è vero che non siamo tutti dei camorristi, una grossa fetta di noi ha una mentalità che poi non va molto lontano da quella della camorra. Il camorrista non è solo quello che uccide, che spaccia, che chiede il pizzo, che si atteggia a imprenditore del campo dell’edilizia o che è dedito al traffico illecito dei rifiuti. Camorrista è anche quello che si laurea a botte di raccomandazioni, chi scambia il proprio voto col politico di turno in cambio del posto fisso, chi va in moto senza casco. Camorrista sono anche io che ho iniziato a mettermi la cintura di sicurezza in macchina solo da quando in giro c’è un folto dispiegamento dell’esercito. Non basterà quindi far sapere all’Italia che qui c’è anche chi ha una dignità morale e civile…



























































Quoto
Mi piacerebbe anche che ogni tanto qualcuno (meglio se un politico) prendesse le distanze dal martire-Saviano e sollevasse qualche dubbio sul suo modo di fare anticamorra.Ma visto che per ovvi motivi questo non accadrà mai,ci voglio pensare io: vi siete mai chiesti come può infondere coraggio nella massa una persona che ovunque vada parli della sua condizione di “recluso”?Non è forse un messaggio di sconfitta (e conseguentemente di una camorra onnipotente) che passa?A sentir parlare Roberto,e non me ne vogliano i suoi fans,quasi quasi mi faccio i fatti miei,non ho intenzione di trascorrere il resto dei miei giorni prigioniero delle 4 mura,privato della libertà di uscire con gli amici,avere una ragazza,condurre una vita normale! Oggi Saviano,agli occhi del lettore medio,appare una vittima e la camorra,anzichè essere sbeffeggiata come facevano giornalisti del calibro di Giuseppe Fava,Giancarlo Siani (fino all’ultimo fedeli al territorio) viene temuta più di prima!
Nn sono troppo daccordo nella tua definizione di camorrista,troppo masochismo secondo me fa male…:-).Le tue riflessioni e deduzioni sono giuste,ma perchè dare tanta forza ai nostri pregiudizi
veri o falsi che siano prima che un’evento simile possa aver luogo?La camorra?E chi se ne frega,ne hanno parlato Saviano e tanti altri…organizziamo una manifestazione per la legalità,per la civiltà,per quelli che vogliono vivere liberi al di là di ogni pregiudizio e noioso provincialismo.Diamoci una possibilità come cittadini campani e dell’agro aversano,senza trarre conclusioni e senza perseguire nessun fine politico o moralizzatore.
Ragazzi,perdonatemi l’intervento fuori tema,ma volevo segnalarvi il sito http://www.laterradeifuochi.it dove presto verranno organizzati eventi live streaming per documentarci in diretta la situazione roghi nel casertano e in parte del napoletano.Entrate e connettetevi in chat per condividere materiale e saperne di più sugli sversamenti illeciti.Grazie e scusate ancora
Caro Paolo, è inutile girarci intorno, la tua zona è una zona particolarmente colpita da questo fenomeno dei Casalesi e della Camorra in generale, anche se a Napoli dove ho vissuto io per trent’anni la Camorra è altrettanto presente…l’unica differenza è che Napoli è una grande città e quindi il tutto è meno amplificato…ma ti assicuro non di tanto! Il punto è che nella tua zona sono talmente poche le famiglie con una mentalità non camorristica che è difficile per le famiglie come la tua, per esempio, uscir fuori e cambiare lo stato di cose…anche perchè non servirebbe a molto. La testimonianza di questo è che qualche giorno fa ho visto delle interviste, non ricordo però la trasmissione, nella quale venivano intervistati dei giovani studenti che abitano e vivono proprio lì e quasi tutti hanno formato ho stanno formando la stessa mentalità e cioè che prima di Saviano loro stavano molto meglio perchè la Camorra li faceva sentire protetti e tranquilli, mentre negli ultimi tempi con i vari pattugliamenti delle forze dell’ordine, si sentivano oppressi semplicemente perchè molti di loro venivano fermati perchè senza casco…e questo gli dava fastidio! Questo è solo un piccolissimo ma significantissimo esempio di come anche tra i giovanissimi ormai il morbo del camorrista si è irrimediabilmente insediato nelle loro menti e nessun muove un dito incominciando da professori e presidi che chiaramente sono i primi a cagarsi addosso! Su questo blog grazie a te e Marianna leggo fiumane di parole e articoli riguardante la tua martoriata terra, ma nessuno si è ancora convinto che l’Agro-Aversano ormai è diventanto un sequel dei film di John Carpenter “Fuga da New York e Fuga da Los Angeles”, nel senso che anche se fisicamente la zona non è stata recintata e messa in una sorta di quarantena come succedeva nei film, è come se lo fosse con la sola differenza che nessun Jena Plinsky vi verrà ad aiutare, perchè ormai non c’è più nessuno da aiutare…il futuro di giovani come te è fuori questo recinto e nessuno ci può far niente…per concludere mi vengono in mente solo le parole di Giovanni Paolo II nel suo famosissimo intervento ad Agrigento del 9 maggio del ‘93 nel quale urla incazzato ai mafiosi: “Convertitevi…verrà il giudizio di Dio”…è solo questo che noi persone oneste oramai dobbiamo sperare e tu lo sai!
Con l’affetto di sempre.
Antonio.
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