di Mario Secondo
Una vasca impermeabilizzata, creata nel sito di stoccaggio di Chiaiano per sversare già oltre 10000 tonnellate di amianto. A dichiararlo è il generale Giannini, braccio destro di Bertolaso che attacca i cittadini che ormai da mesi manifestano contro la discarica presidiata giorno e notte da militari. << I cittadini che protestano, dicono di voler proteggere il loro verde ma quando andiamo a scavare troviamo una terra violentata da rifiuti chimici e speciali e da amianto che risalgono agli anni ottanta, dov’erano queste persone quando strani camion si aggiravano di notte e scaricavano?>> Ma adesso un video del comitato di Chiaiano contro la discarica, presente su youtube documenta il tutto. Militari e operai che lavorano senza alcuna protezione recintano la zona con del filo spinato dove si intravedono sacchetti sospetti recanti la scritta “Enel”. Video e fotografie, sono state depositate in procura il 29 Ottobre insieme all’esposto in cui i cittadini denunciano l’amianto, spiega Pietro Rinaldi. Successivamente all’esposto sono arrivati sul luogo i Noe, ma i lavori non si sono fermati e il tutto fa pensare che la relazione dei Noe minimizzi i rischi reali di pericolo alla salute. Da sottolineare che la spianata effettuata in fretta e furia per realizzare la vasca di 40 metri per 20 e profonda almeno due metri e mezzo è ai danni di una coltivazione di prugne il cui proprietario non è stato neanche contattato. Nel bel mezzo di una bufera arriva “l’amianto di Stato” come scrive Adriana Pollice sul Manifesto, mentre avvengono arresti in flagrante per chi inquina in Campania che fanno agitare legali che accusano di incostituzionalità della norma che sarebbe valida solo in territorio campano. E il tema dei rifiuti si intreccia anche con quello sulla sicurezza sul lavoro, in quanto gli operai dell’Ibi, la ditta appaltatrice, operano da sempre senza alcun tipo di protezione, come dimostra il video, mentre i militari agiscono con inadeguate maschere antigas. Ma non né immune la camorra da questo sversamento di Stato, nella famiglia Nuvoletta potente clan maranese l’unico non siciliano affiliato a Cosa Nostra, gemelli dei Corleonesi e in ottimi rapporti con i Casalesi, ras dei rifiuti in Campania. A quanto pare l’Enel aveva incaricato ditte controllate dai Nuvoletta per smaltire i vecchi contatori che si troverebbero nei sacchetti incriminati. Gli operai dell’Ibi avevano tentato una timida protesta per gli inesistenti mezzi di sicurezza ma uno strano signore dai modi “ruspanti” dichiaratosi un referente della ditta aveva allontanato i giornalisti.
Pubblicato da Paolo Esposito


























































