Comincia, con questo post, Librandosi, una nuova rubrica di Caffè News Magazine.
Librandosi è una rubrica di libri e di parole, dove non si scriverà solo di nuove uscite, ma anche di classici e di ogni altro libro che ci interessa e ci riguarda…
Ogni libro, infatti, che passa sotto i nostri occhi e sul nostro cuore, in fondo, finisce per riguardarci, in modo esclusivo e differente per ognuno di noi, a seconda degli umori e delle emozioni con cui ci avviciniamo ad una nuova storia… E tutto questo già dalla prima pagina, allorquando ci piace immaginarci su di una panchina aldilà del fiume, dove tutto scorre e tutto cambia, intenti a leggere il nostro libro, accarezzati dalla leggera brezza che ci sfiora il viso e sognando nuovi orizzonti, che per noi sarà possibile raggiungere solo librandosi nell’aria…
I sogni di mio padre. Un racconto sulla razza e l’eredità.
di Barack Obama, pp. 460, Nutrimenti 2007
I sogni di mio padre è la storia di un viaggio. Non proprio di quelli che si fanno con carte geografiche e zaino in spalla. È un viaggio interiore di un uomo alla scoperta di sé stesso e delle proprie origini, che inizia alle Hawaii e in Indonesia, passando per Chicago e arrivando in Kenya fino ad Harvard. È la storia di un bambino, cresciuto con i nonni e la giovane madre bianca, nelle evolute Hawaii, e poi quella di un adolescente alle prese con sé stesso e la sua difficoltà nel trovare un posto nel mondo, circondato da un ambiente fatto di droga, violenza e molta solitudine. Presente, nella sua assenza forte e pesante, “il Vecchio”, il padre di Obama. Una figura che aleggia in tutta la storia, una figura importante e determinante, la cui immagine, le cui parole e il cui carattere condizionano la vita di Barack in modo indelebile, come solo un padre di cui se ne sente la mancanza e di cui sai di aver bisogno, può fare. E sembra proprio essere l’assenza del padre e la conseguente appassionata ricerca da parte del figlio a guidarci in questo lungo e per certi versi infinito viaggio. Fondamentale, poi, nella formazione di Obama, il lavoro di coordinatore a Chicago all’alba degli anni ‘80, dove la sensibilità e il senso di giustizia coltivati da ragazzo, qui fioriscono in un’attività difficile e faticosa come quella svolta nel South Side di Chicago. Traspare, così, la figura di un Obama concentrato molto sul lavoro, un Obama ottimista e speranzoso nel futuro, pur consapevole della complessa realtà americana, in particolare per i giovani ragazzi di colore, figli di esperienze e culture disagiate. Infine, il Kenya e la volontà definitiva e seria da parte di un oramai quasi trentenne di scoprire “dove tutto ha avuto inizio”, una volontà che però si scaglia contro un’Africa contaminata e defraudata da mille diverse esperienze e culture, un’Africa dove invece di ritrovarsi, Obama rischia di perdersi, fino a quando la vecchia nonna, quasi come un libro biblico, illumina il passato degli Obama. Molto interessante, in questo senso, lo spaccato della realtà e della società africana, il cui alto potenziale risulta essere, oggi come allora, mal utilizzato e quindi drammaticamente inutile.
Un bel libro, dunque, intenso e di formazione e la cui scrittura appare, a tratti, pesante. Un’autobiografia densa per conoscere più da vicino il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America.
Confezionate per amici, conoscenti, familiari, e chi più ne ha più ne metta, lettere, cartoline, canzoni, video, immagini. Date sfogo alla vostra fantasia, non importa quanto sia grande il vostro regalo, ma quanto sia bello e originale! Inviate poi i vostri regali ben incartati a caffenews@libero.it entro il 23 Dicembre. Provvederemo noi a pubblicarli tutti tra la sera della vigilia e il giorno di Natale...



































































La sensibilità di Barack Obama lo faranno un grande personaggio della storia, alla costante ricerca della VERITA.
Penso che Obama sia un politico, come lo erano i politici nella vecchia Atene: politici e filosofi.