Passato il santo, passata la festa, si direbbe in quel di Napoli. La Campania è una grande fucina di inchieste giornalistiche, anche scomode, ma quando le notizie non fanno più share si fa presto a cambiare raggio d’azione. Così è accaduto per la famosa emergenza rifiuti: ricordo che al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia numerosi giornalisti, nell’intervistare Rosaria Capacchione, esordivano con un lapalissiano “Ora che è finita l’emergenza rifiuti”.
L’emergenza non è finita, o meglio, non è mai stata risolta. I rifiuti si continuano ad accantonare, le balle verbali e non in materia continuano ad aumentare in maniera esponenziale.
C’è da aspettarsi una nuova crisi nel breve periodo con un termovalorizzatore che è ancora fermo e che comunque non risolverebbe da solo la ultradecennale questione rifiuti in Campania.
E in un clima di silenzio-assenso, nel senso che così devono andare le cose, c’è chi da mesi e mesi sta sperimentando con successo una rivolta ambientale nel totale silenzio della stampa, locale e nazionale, che non parlerebbe mai di una notizia ormai non notizia… visto che il problema rifiuti agli occhi degli italiani è roba passata.
Chi se ne frega del professore di filosofia di provincia che con caparbietà e costanza sta convertendo decine e decine di famiglie alla raccolta differenziata.
Fortunato Allegro insegna storia e filosofia al liceo scientifico di Aversa, in provincia di Caserta. Profondo conoscitore dei problemi di una terra difficile ha iniziato ad occuparsi di ambiente da alcuni anni e nel gennaio del 2008 ha ottenuto l’istituzione di un centro di raccolta differenziata gestito totalmente dai suoi studenti con la collaborazione del nucleo comunale di Protezione Civile e del WWF. Ogni settimana in una piazza simbolo di questa terra, perché dedicata a don Giuseppe Diana, si raccoglie plastica, carta, cartoni, vetro e così via dicendo. Ogni area è dedicata ad un tipo di rifiuti in un centro di raccolta che va avanti ormai da diciotto mesi.
Ogni nuova famiglia convertita alla differenziata è una conquista per il professore Allegro che crede fortemente nel cambiamento, nel riscatto di un territorio difficile.
“Prufessò, simm semp’ ‘e stess!”. E’ la voce impaziente di un suo studente che di buon mattino va ad aprire col professore il centro di raccolta. Sempre gli stessi, sì, quelli che con tenacia e nel silenzio delle istituzioni e della stampa continuano in una missione complicata in una zona che di rivoluzione culturale non ne vuole proprio sapere. Sì, perché anche la raccolta differenziata qui è rivoluzione culturale!
Non si capacita il professore di come al Commissariato di Governo per l’emergenza Rifiuti della Regione Campania non siano ancora a conoscenza di questo tentativo partito dal basso, di questa voglia di cambiare rotta.
Unico caso in Italia quello del centro di raccolta di Aversa, dove alla differenziata provvede un gruppo di ragazzi pazzi, come il proprio professore… perché qui chi vuole fare la rivoluzione è soltanto un povero pazzo.
Paolo Esposito
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Grazie allo Staff di Rosaria Capacchione per aver ripreso il pezzo qui: http://rosariacapacchione.eu/rassegna/rivoluzione-culturale-un-professore-filosofia/0629.html