“La 221 del ’91 confluita nel Testo Unico sugli enti locali nel 2000? Una legge valida, ma ambigua per quanto riguarda il versante della giurisprudenza”. Laconiche le parole del Professore Ferdinando Pinto, ordinario di Diritto Amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli.
“Nel testo si associano situazioni eterogenee, – ha continuato il Prof. Pinto – così la prova dell’effettivo coinvolgimento di un soggetto finisce per diventare un elemento accidentale, si parla appunto di sospetto di infiltrazioni. Per intenderci, si potrebbero addurre anche prove poco consistenti”.
Attivare le procedure per il commissariamento di un comune in odore di camorra in effetti è abbastanza facile: si inizia con un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni in cui si palesa il sospetto di infiltrazioni mafiose; la direzione del Ministero dà mandato ai carabinieri di effettuare verifiche ed accertamenti presso gli uffici comunali; nel momento in cui si attivano i carabinieri parte anche la macchina della magistratura che apre il procedimento. Ciò può determinare nuove interrogazioni parlamentari che finiscono per sollecitare l’invio della Commissione d’accesso da parte del Prefetto che non fa altro che eseguire quanto dispone il Ministro sulla base della relazione inviata dallo stesso Prefetto.
Non possiamo escludere che le numerose interrogazioni parlamentari possano essere manovrate da chi vorrebbe magari provare a mandare a casa un’amministrazione non gradita, finendo spesso anche per riuscirci.
“Queste norme non sono inefficaci, – ha continuato Pinto – ma andrebbero ampliate, soprattutto per fare garanzia perché, ammesso che vi sia un sindaco perbene, con questo sistema verrebbe lo stesso destituito, anche se non è in odor di mafia. Verrebbero anche meno i principi costituzionali che hanno consentito al popolo di eleggere i propri politici”.
Nella scorsa legislatura con la proposta di modifica Sinisi-Cristaldi, poi non approvata, si è tentato di accrescere l’incisività di queste norme. La proposta prevedeva l’introduzione di norme che salvaguardassero l’amministrazione dallo scioglimento quando gli atti nei quali si concretizzasse l’infiltrazione fossero di competenza dei dirigenti, introducendo la possibilità del commissariamento della sola area gestionale dell’ente e non dell’intera giunta, del Sindaco e del Consiglio comunale. E, per evitare che alle elezioni successive al commissariamento si presentassero gli stessi che l’avessero determinato, la proposta prevedeva forme di ineleggibilità per i responsabili. “La proposta non è stata approvata – ha concluso il Professore Pinto; si è tentato di tipizzare la casistica, ma più tipizzi e più escludi che l’infiltrazione è reale”.
Paolo Esposito (Tratto da FdS, Giugno 2009)

Confezionate per amici, conoscenti, familiari, e chi più ne ha più ne metta, lettere, cartoline, canzoni, video, immagini. Date sfogo alla vostra fantasia, non importa quanto sia grande il vostro regalo, ma quanto sia bello e originale! Inviate poi i vostri regali ben incartati a caffenews@libero.it entro il 23 Dicembre. Provvederemo noi a pubblicarli tutti tra la sera della vigilia e il giorno di Natale...


































































