A mente fredda, col cuore in pace, e ragionando, quindi, in maniera più razionale, senza influenze esterne di carattere sentimentale o per meglio dire passionale, dato l’interesse di chi scrive in proposito di tale materia, la filosofia, e delle ricerche che caratterizzano il suo continuo aggiornarsi e accrescere di nuovi concetti, nuove regole, si può tentare di tirare le somme nella maniera più fredda ed asettica possibile dei quattro giorni di lezioni affrontate per il Corso Estivo di Alta Formazione tenutosi a Napoli presso la Biblioteca Landolfo Caracciolo situata nel Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, organizzato dall’Istituto Politeia con il patrocinio della Regione Campania e il sostegno del Festival Musica e Filosofia (III Edizione).
Il corso, “Arte – Etica – Politica – Itinerari di Civiltà”, si è tenuto dal 21 al 24 Luglio 2009 ed ha visto l’avvicendarsi ai microfoni di docenti universitari e di addetti ai lavori (ricercatori e responsabili) in campo artistico, filosofico e non solo.
I lavori inaugurati il 21 Luglio dal Prof. Cesaro hanno toccato diversi punti d’interesse, non solo culturale, ma sociale. Un esempio è stato il secondo incontro, tenutosi presso il chiostro della basilica di Santa Maria la Nova, incentrato sulla valorizzazione dei musei religiosi del centro storico di Napoli.
Secondo la Dott.ssa Francesca Amirante, presente per il Progetto Museo, “è drammatico che tutto ciò che si fa per la valorizzazione dei musei e non solo, viene ignorato dalle istituzioni. Pertanto è utile comunicare alla gente ciò che si fa per la città, quindi per loro, cercando di dare più visibilità possibile alle iniziative intraprese dei singoli musei, così da attirare anche i più scettici e disinteressati alla storia e altro“.
Una proposta importante che risuona più come un grido d’aiuto per queste nostre ricchezze artistiche che troppe volte vengono abbandonate a se stesse, o peggio ancora rubate e rivendute a personaggi malavitosi.
“Ma così facendo – chiede un ragazzo dal pubblico - non si rischia di eccedere nella ricerca di visibilità? Bisogna davvero ricercare la massima visibilità, rischiando molto probabilmente di perdere di vista quello stesso obiettivo prefissatosi e magari la stessa natura dei musei religiosi che sono caratterizzati appunto da un alone di mistero e fascino?“. Un vero pericolo questo descritto dal giovane studente, e collaboratore dell’Istituto Politeia, che ha colpito in passato e continua a farlo ancora oggi anche molti dei più importanti musei al mondo. La dott.ssa Amirante però precisa che “bisogna dare la giusta visibilità senza scadere nell’eccesso, riscoprendo proprio l’identità dei musei senza arrivare a soffocare questa con se stessa.”
Insomma l’intera giornata è stata una lezione sull’organizzazione dei musei e suoi progetti che verranno portati avanti nei prossimi anni con l’obiettivo di coinvolgere la gente del luogo in modo da far capire a tutti che la rivalutazione dei quartieri emergenti o no, è nelle mani dei giovani, in quanto come afferma Don Antonio Loffredo (Basilica Santa Maria alla Sanità) “gli uomini devono essere imprenditori di se stessi, vincendo i pregiudizi per cui i meridionali non sanno valorizzare le proprie ricchezze.”
I musei devono aprire le porte alla popolazione, modernizzandosi in maniera tale da attrarre non solo chi è un “addetto ai lavori”, ma anche chi è un “semplice mortale”.
Il terzo incontro ritorna al Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore. Nell’arco di un’intera giornata vengono mostrate le diverse forme di linguaggio dell’arte. Linguaggio che appartiene all’uomo da sempre e che, come spiega il Dott. Jannuzzi (S.U.N.), è capace di creare capolavori di qualsiasi natura artistica, senza rendersi conto a volte, che quello prodotto non è solo un dipinto, o un brano musicale (il Dott. Jannuzzi prende ad esempio la 5° Sinfonia di Beethoven), ma un vero e proprio scritto delle proprie emozioni e paure, un resoconto di un’intera vita, o di uno stile di vita e in alcuni casi una mappa di come intendere la vita secondo quel personaggio, una visione della vita personale, ma che ti avvolge e coinvolge per tutta la durata del brano. In pratica la parola (non solo quella parlata quindi) intesa come potere sovrastante il dialogo stesso.
Ci sarebbe da scrivere ancora molto, poi, del terzo giorno di lezione, citando ad esempio la lezione di “teologia e politica nelle miniature di Niccolò da Bologna” del Prof. Conetti (Università degli studi dell’ Insubria).
Il quarto giorno (sembra quasi di raccontare dei passi della Sacra Bibbia, tanto per restare in tema di arte religiosa sottovalutata) si è tenuta la lezione finale, presieduta dal Dott. Gian Maria Piccinelli (S.U.N.) ed è stato un approfondimento del giorno precedente con la lezione della Prof.ssa Maria Stella Barberi (Università degli Studi di Messina), che ha letto un brano della Divina Commedia e rivelato quanti concetti etici e politici sono nascosti tra le sue righe.
Prima della pausa, con relativo pranzo a buffet offerto dall’Istituto Politeia (anche la bontà dei primi piatti eccetera non sono di minore importanza rispetto alle lezioni sull’ermeneutica in generale) è stato il turno della Dott.ssa Fiammetta Ricci (Università degli Studi di Teramo) che ha discusso degli “Spazi della parola tra ri-creazione e sterminio linguistico attraverso Winston Smith e Firmino.
In conclusione, per chi abbia avuto il fegato di arrivare fin qui, senza saltare tutto “il pezzo”, non resta che consigliare a tutti di fare come i tanti giovani che seguono questo Istituto in tutte le sue iniziative, così da poter aprire gli occhi su ciò che di buono c’è nella nostra Campania ed accrescere il proprio bagaglio culturale e non solo tramite le lezioni, ma anche le iniziative serali organizzate come le visite guidate ai musei (gratuiti per chi iscritto) e concerti tenuti dalle più importanti orchestre del mondo (anch’essi gratuiti). Insomma quattro giorni da portare nel cuore oltre che nella propria mente.
Vincenzo Di Costanzo

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Interessante…sarebbe bene pubblicizzare molto di più iniziative come queste.