I Bud Spencer Blues Explosion al concerto del Primo Maggio 2009
Il rock. Una parola che negli ultimi cinquant’anni oltre ad identificare un genere musicale caratterizzato dall’uso prorompente della chitarra elettrica ha poi col tempo dovuto ampliare la propria accezione, anche extramusicalmente parlando, subendo le diverse influenze che negli anni lo hanno fatto evolvere.
A metà anni novanta addirittura c’era chi lo dava per morto, anche dopo la fine di quel tipo di rock diretto alle generazioni giovanili, il “grunge”, con il prematuro decesso del leader dei Nirvana, Kurt Cobain. Oggi c’è chi ritiene invece che esista ancora, che si sia evoluto maggiormente, ma di certo è anche innegabile come altri generi più commerciali come il pop, la dance, l’r&b (che non è più il vecchio rythm and blues di una volta) e tanti altri, lo abbiano un po’ spodestato divenendo loro quelli più “consumati” dal pubblico.
Più giusto dire forse, anche da un parere del tutto personale, notare come il rock dunque ci sia ancora nei giorni nostri, ma che si sia anche dovuto adattare alle esigenze odierne, in cui la sperimentazione e l’alternatività musicale hanno sempre meno spazio, amalgamandosi molto con la musica pop che ancora trova grandi riscontri in termine di vendite perché alla gente evidentemente piace sentire qualcosa di immediato, di semplice, che entri facilmente in testa. Probabilmente è sempre stato così, ma è anche vero che il rock ha avuto nei decenni predenti ben più fascino e gloria dei filoni commerciali a lui contemporanei.
Tutto ciò che oggi è rock nel vero e proprio può sembrare qualcosa di sentito e risentito, eppure esiste ancora una vastissima, e quasi sconosciuta per molti, scena rock che si muove per vie secondarie, senza sfruttare i principali canali di trasmissione, godendo ancora di un seguito grandissimo.
Adesso si sente parlare di Alternative, di Post e soprattutto di Indie Rock. Da molti anni infatti la parola “indie” (legata al fatto di questa musica indipendente sia modo si suonarla che nel modo distribuirla), viene accostata alla parola rock, generando però troppa confusione nel senso stretto della parola. Oggi ci saranno migliaia di gruppi e di artisti che si presentano come “Indie rock” e magari nessuno sa il perché.
Cosa sia questo indie rock poi pare che anche tra gli addetti ai lavori nessuno lo sappia di preciso. Magari a livello di distribuzione può essere chiara come cosa, poiché di sicuro questo tipo di musica non viene “lavorata” da case discografiche famosissime. Ma a livello poi di musica in sé? Cos’è questo “indie rock”?
Alcuni rispondono dicendo che la musica indie è caratterizzata da sonorità lo-fi, grezze, di bassa qualità sonora, ma anche tecnica, senza troppi virtuosismi, perché registrate con apparecchiature scadenti e suonata da musicisti non eccelsi che per questo si sentono indie, ma ciò lascia perplesso chi vorrebbe capirci di più. Anche perché senza stare a fare troppi nomi, un sacco di band di successo di oggi soprattutto inglesi, (Kasabian, Editors, Arctic Monkeys, The Killers e tantissime altre…), nonostante siano sponsorizzate da grandi major ma così etichettate, appunto.
Che ci siano poi gruppi che propongano una musica indipendente, lontana dai grandi network radio-televisivi è indubbio, ma la sensazione principale è che sia abusi troppo di questo termine senza fare attenzione.
A proposito di musica indipendente, un gruppo italiano come i Bud Spencer Blues Explosion, ne sa qualcosa. Non che siano gli unici, perché solo nella capitale ce ne saranno una quantità spropositata di “gruppeti indie”, ma in questo articolo parliamo di loro perché questo week-end, sabato 7 novembre, si esibiranno a Roma presso il Circolo Degli Artisti che dell’indie è grande sopportatore, è perché noi che li abbiamo visti suonare diverse volte possiamo assicuravi che ne vale davvero la pena, quindi chi abbia la possibilità di andare a vederli lo faccia perché ne vale davvero la pena.
Ma chi sono questi Bud Spencer Blues Explosion? Nient’altro che due ragazzotti di nome Adriano Viterbini alla chitarra e alla voce, e Cesare Petulicchio alla batteria, che da circa un paio di anni hanno realizzato questo interessante duo musicale davvero rock nel vero senso della parola.
Musicisti neanche trentenni, di qualità strepitose, i due si conoscono circa tre anni fa in locale dove sono lì per suonare con i rispettivi gruppi, nella stessa serata si ritrovano sul palco ed iniziano a suonare in piena libertà trovando subito una grande intesa. Il risultato è talmente entusiasmante che non serve neanche l’apporto di un bassista quindi il gruppo va bene così, e da lì a poco i due si ritrovano a “jemmare” insieme sempre più spesso in sala prove affinando sempre di più il feeling musicale. Trovano poi il nome che fonde le radici italiane del cinema trash comico Bud Spencer, con il Blues Explosion derivante da un noto gruppo americano degli anni ’90 a loro molto vicino come riferimento perché anche nato come duo, solo che quello aveva Jon come prefisso.
Nascono così nell’ingenuità più assoluta i primi brani che risentono dei propri gusti musicali tipici di rock, blues, garage, grunge, e sperimentazione unite ai riff accattivanti di Adriano e dai colpi percussivi di Cesare. Testi diretti, scritti di getto e senza troppe pretese fanno poi il resto.
Dopo un primo Ep del 2007 interamente autoprodotto i due iniziano a suonare in giro per i locali di Roma accumulando sempre più riscontri positivi dal pubblico occasionale. Poi nel giugno del 2007 tramite la vittoria di un contest musicale si ritrovano nella prestigiosa cornice dell’Heineken Jammin’ Festival dove si esibiscono (nel giorno della famosa tromba d’aria che causerà purtroppo la chiusura anticipata del Festival), assieme a tanti gruppi di fama internazionale da loro stessi ammirati sin dall’infanzia come Pearl Jam e Smashing Pumpkins. Il risultato è anche lì grandioso visto che i due con una strepitosa performance live stupiscono tutto il pubblico presente.
Pian piano il duo acquisisce sempre più visibilità, con passaparola continui, pubblica il primo omonimo disco ufficiale con il produttore Massimiliano Ionta nell’autunno del 2008, che viene messo in commercio da una casa discografica indipendente e che viene inizialmente venduto solo ai loro concerti. Tra il 2008 e il 2009 sono protagonisti di una serie incredibile di concerti in giro per l’Italia e che li porta anche ad una trasferta americana per i locali di Seattle; ormai sono una realtà e quando salgono sul prestigioso palco di San Giovanni di Roma per il concertone del Primo Maggio è l’apoteosi. La maggior parte resta a bocca aperta per il loro sound e per la grande intensità prodotta dall’essenzialità di una chitarra elettrica e di una batteria e basta, senza basi aggiunte.
A quel punto si inizia a parlare sempre più di loro, il loro album inizia ad essere reperibile negli scaffali nei più grandi rivenditori ufficiali di dischi, così come il videoclip del loro “cavallo di battaglia” che nei live è davvero trascinante, ossia “Hey boy, hey girl”, cover del brano composto dal duo elettronico inglese The Chemical Brothers, che viene passato dalle emittenti televisive nazionali a grande richiesta.
Infine eccoci qui, Adriano e Cesare sono pronti a ripartire con un nuovo tour che partirà praticamente da Roma, la loro città (anche se Cesare è pugliese di nascita), dal Circolo appunto, per poi proseguire i diversi locali d’Italia. Noi di Caffè News Magazine, che abbiamo anche avuto la fortuna di conoscerli tempo fa, saremo presenti all’evento e cercheremo di intervistarli per conoscerli meglio, per farci raccontare da loro stessi le sensazioni che oggi provano continuando a fare la cosa che più adorano, suonare, nella libertà più assoluta, senza essere vincolati da niente e nessuno, però con una fetta maggiore di pubblico e di riflettori addosso, rispetto a quando hanno iniziato.
I due tuttavia mantengono intatti i rispettivi impegni musicali poiché nascono come musicisti e per questo Adriano è la chitarra solista che accompagna sia in tour che in studio un’icona del pop italiano come Raf (fu proprio ad un suo concerto del 2006 al Palalottomatica di Roma che ebbi modo di veder suonare per la prima volta in assoluto Adriano), per non parlare di Marine Rei piuttosto che The Niro, mentre Cesare suona da molti anni con la cantautrice romana Valentina Lupi ed altri “side project”. Anche perché a loro stessa detta, visto che nella vita sono ormai musicisti e basta (hanno lasciato le rispettive facoltà universitarie), non potrebbero “campare” di solo questo nonostante il successo che stanno giorno dopo giorno accumulando. Ma di questo ce ne parleranno loro la settimana prossima nell’intervista che dovrebbe esserci in concomitanza con il concerto di sabato nella capitale.
Per conoscerli meglio potete visitare il loro myspace dove tra l’altro è possibile trovare tutte le date dei loro concerti, insieme a tanti brani, foto e video inediti: QUI
Alessandro Basile
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Li ho sentiti nominare qualche settimana fa e mi hanno incuriosito. Sebbene debba ammettere di averci messo qualche minuto a capire che non si parlava della mitica Jon Spencer Blues Explosion… A casa ascolto i loro pezzi sebbene questo post gia’ mi preannunci una sorpresa. Vediamo !
Il pezzo è notevole, complimenti. Il “duo” è fantastico!
Vi ringrazio per i commenti. Vorrei sottolineare che la forza di questa ragazzi, oltre che al loro innegabile talento, sta tutta nell’umiltà, cosa che oggi è sempre più rara. Si meritano tutto quello che di bello gli sta capitando.
Per il prossimo numero ci sarà quasi sicuramente l’intervista con loro.